Addio a Jesto, astro del rap italiano: aveva 41 anni

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Justin Yamanouchi, in arte Jesto, rapper romano e figura emblematica del freestyle italiano, è morto nella notte del 31 luglio. A darne l’annuncio, con un messaggio carico di emozione, è stato il fratello maggiore Taiyo, noto come Hyst, che lo ha definito «un uomo di immensa levatura spirituale». Nato nel 1984, Jesto aveva appena compiuto 41 anni, lasciando un segno indelebile nella scena hip-hop underground, dove la sua tecnica e il suo carisma sul palco lo avevano reso una leggenda.

Figlio di Stefano Rosso, cantautore romano legato alla stagione d’oro del Folkstudio di Trastevere – crocevia di artisti come De Gregori e Venditti – e dell’annunciatrice Rai Teresa Piazza, Jesto aveva ereditato dal padre la passione per la musica, declinandola però in un linguaggio contemporaneo. Il cognome Yamanouchi, invece, proveniva dall’attore giapponese Haruhiko, primo marito della madre. Un background multiculturale che, forse, aveva contribuito a plasmare il suo stile unico, capace di fondere riferimenti alla tradizione cantautorale con l’immediatezza del rap.

Nel 2018 aveva pubblicato Buongiorno Italia, concept album ispirato alla figura paterna, in cui rielaborava sonorità anni Settanta con testi introspettivi. Un lavoro che, pur non avendo avuto il risalto commerciale di altre produzioni, era stato apprezzato dalla critica per la sua profondità. Fedez, tra i primi a rendergli omaggio, lo aveva ricordato come un artista capace di «trasmettere carisma in ogni performance», citando le sue esibizioni di freestyle come momenti irripetibili.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.