Vergiano, l'addio a Lunadei: il paddock si stringe attorno alla famiglia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il dolore per la scomparsa di Roberto Lunadei, il quarantaduenne meccanico ed ex pilota riminese morto venerdì tredici marzo sulla Marecchiese, si è materializzato ieri sera in una fiaccolata che ha attraversato le vie di Vergiano, la frazione dove il tragico schianto è avvenuto e dove domani, oggi per chi legge, si terranno i funerali. C’erano tutti, nel corteo silenzioso che ha voluto rendere omaggio a ‘Luna’: i familiari, naturalmente, con un dolore troppo grande da contenere, e poi gli amici di una vita, quelli veri, cresciuti come lui a pane e motori. E c’erano i big del motomondiale, colleghi e avversari di una volta, che non hanno voluto mancare a un appuntamento così intimo e straziante: nomi come Alex De Angelis, Manuel Poggiali e Marco Bezzecchi si sono mescolati alla folla, accomunati dallo stesso, identico senso di vuoto lasciato da un professionista stimato e, a sentire chi lo ha incrociato nel paddock, da una persona autenticamente perbene.

L’incidente, avvenuto nel primo pomeriggio di venerdì lungo la provinciale 258, ha visto Lunadei, in sella alla sua KTM, scontrarsi frontalmente con una Ford Focus che procedeva in direzione opposta. La dinamica, al vaglio della polizia locale di Rimini, è ancora in fase di accertamento, ma la violenza dell’impatto non ha lasciato scampo al centauro: il motociclo ha preso fuoco a causa della fuoriuscita di carburante, e per il quarantaduenne, nonostante l’arrivo tempestivo dei soccorsi e dell’elisoccorso, non c’è stato nulla da fare. Illesi, seppur comprensibilmente sotto choc, gli occupanti della vettura, un aspetto che restituisce la tragica casualità con cui la vita, a volte, si spezza.

Roberto Lunadei, per tutti ‘Luna’ nel mondo delle corse, non era solo un volto noto ai più appassionati: la sua storia nel motociclismo era cominciata da bambino, a undici anni, quando già collezionava podi nel campionato italiano minimoto. Dopo una carriera tra pista e asfalto, con partecipazioni al campionato europeo Stock 600 e al CIV, aveva trovato la sua dimensione dietro al muretto dei box, diventando un meccanico apprezzatissimo. La sua firma, o meglio la sua cura maniacale dei dettagli, è stata fondamentale per la crescita di tanti piloti, tra cui spicca il nome di Enea Bastianini, con cui nell’Italtrans Racing Team condivise la gioia del Titolo mondiale Moto2 nel 2020. Un legame, quello con il territorio e con i suoi interpreti più veloci, che rende la perdita ancora più incomprensibile per chi gli voleva bene.

L’abbraccio di Vergiano e le esequie di domani

La comunità di Vergiano si sta preparando a dare l’ultimo saluto a Roberto. I funerali sono stati fissati per le quindici di domani, oggi pomeriggio, presso la chiesa del quartiere, e si preannuncia una partecipazione di pubblico straordinaria, segno tangibile dell’affetto che circondava la sua figura e quella della sua famiglia in questo momento di indicibile sofferenza. Per agevolare l’afflusso di quanti vorranno stringersi attorno ai cari di ‘Luna’, sono state predisposte tre navette con partenza dall’area di via Rodella al settanta e dal parcheggio del Podere dell’Angelo, un’organizzazione che testimonia la volontà di rendere partecipe un’intera città nel commiato a un suo figlio.

La sicurezza sulla Marecchiese e l’appello di Nico Cereghini

La scomparsa di Lunadei ha però riacceso, inevitabilmente, i riflettori sulle condizioni della Marecchiese, la strada che collega la Romagna alla Toscana, un tracciato amato dai motociclisti per le sue curve ma da tempo al centro di polemiche per la sua pericolosità. Il noto giornalista e pilota Nico Cereghini ha raccolto e pubblicato sul suo sito la testimonianza di un residente, un certo E.R., che denuncia lo stato disastroso dell’arteria: "ogni settimana arriva minino una notizia di decesso", scrive l'uomo, riferendosi ai comuni di Rimini, Sant’Arcangelo di Romagna e Verucchio, accusati di chiudere occhi e orecchie sul problema. Cereghini stesso, nel suo intervento, ha sottolineato come la Marecchiese sia considerata la strada più pericolosa della provincia, oltre che obsoleta, e ha ricordato le battaglie del comitato Valmarecchia Futura, che da anni cerca un confronto con Anas e le amministrazioni locali senza ottenere risultati concreti. Un contesto, quello della sicurezza stradale, che getta un’ombra ulteriore su una vicenda già di per sé drammatica, riportando al centro del dibattito l’urgenza di interventi strutturali per evitare che altre vite vengano spezzate sullo stesso asfalto.

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