Niccolò Centioni e il ritorno dei “Cesaroni”: «Ho perso 10 chili» tra nuove storie e vecchi amori alla Garbatella
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Quando una fiction televisiva riesce a rimanere impressa per più di due decenni, il suo ritorno, inevitabilmente, non è mai un semplice esercizio di stile. Lo sa bene Niccolò Centioni, che dopo aver vestito i panni dell’amatissimo Rudi Cesaroni da adolescente – guadagnandosi una popolarità immensa – è tornato sul set della nuova stagione di “I Cesaroni”, intitolata “Il ritorno”, con qualche chilo in meno e una consapevolezza artistica completamente diversa. L’attore, riapparso in queste settimane sul piccolo schermo di Canale5, ha infatti rivelato di aver seguito una dieta ferrea prima di rimettere piede nella storica bottiglieria di famiglia: dieci chili persi, un sacrificio che racconta meglio di tante parole quanto il personaggio di Rudi, pur conservando la sua ironia, sia cresciuto insieme al pubblico che lo ha sempre seguito.
La serie, diretta e interpretata da Claudio Amendola, è tornata a infiammare la prima serata dopo dodici anni di assenza dall’ultima stagione e venti dalla prima messa in onda, e i numeri, almeno per quanto riguarda l’esordio, le hanno dato subito ragione. Con oltre 3,4 milioni di spettatori e un picco di ascolti che ha sfiorato i 6 milioni, la nuova infornata di episodi – ambientata come sempre nello storico rione romano della Garbatella – ha dimostrato che la voglia di rituffarsi nel mood di quella famiglia allargata, scomposta e meravigliosamente popolare non è mai sopita. E mentre Centioni si gode questo ritorno alla ribalta, c’è chi, come Matteo Branciamore, condivide il set con la vita reale: lui e Marta Filippi, che interpreta Virginia (la promessa sposa del suo personaggio Marco), porteranno la loro storia d’amore anche fuori dalla finzione, ospiti sabato prossimo a “Verissimo”.
Un investimento da 12 milioni e l’assenza che pesa
Ma cosa si nasconde dietro la macchina organizzativa di questo ritorno? Sicuramente una scommessa economica non indifferente. Secondo le indiscrezioni, Mediaset avrebbe investito circa 12,6 milioni di euro per produrre i 12 episodi che compongono questa settima stagione, una cifra che testimonia l’importanza della serie nel palinsesto dell’azienda. Tuttavia, il clima sul set non è stato solo festa e nostalgia. La produzione ha dovuto fare i conti con un’assenza pesante e dolorosa: quella di Antonello Fassari, l’indimenticabile Cesare, scomparso poco prima dell’inizio delle riprese. A lui, come ha più volte ricordato Claudio Amendola, è idealmente dedicata l’intera stagione, un modo per tenere vivo il ricordo di un volto simbolo di quella romanità genuina che da sempre contraddistingue la serie.
Nonostante qualche mal di pancia tra i residenti della Garbatella – un quartiere, tra l’altro, che è anche il luogo dove è cresciuta la presidente del Consiglio Giorgia Meloni – dove erano apparse scritte di protesta per i disagi durante le registrazioni, la macchina del successo non si è fermata. A impreziosire il cast di questa nuova avventura ci pensano due new entry d’eccezione come Ricky Memphis e Lucia Ocone, ma anche due guest star fuori dal comune: Paolo Bonolis e Fabio Rovazzi, che interpreteranno sé stessi. Bonolis, si vocifera, verrà coinvolto nelle rocambolesche vicende legate alla crisi della bottiglieria, mentre Rovazzi entrerà nel mondo musicale di Marco, ormai diventato produttore discografico.
Storie che si intrecciano tra scuola e nuove paternità
La trama di “I Cesaroni – Il ritorno” non si limita a riproporre le vecchie dinamiche, ma le aggiorna ai tempi che corrono. Ritroviamo un Rudi (Centioni) adulto che, chissà, forse proprio grazie alla dieta, svolge il lavoro di bidello nella stessa scuola dove il fratello minore Mimmo (Federico Russo) ha iniziato a fare l’insegnante di sostegno. Sarà proprio in questo contesto che Mimmo incrocerà la sua strada con quella di Olmo (Andrea Arru), un ragazzo neurodivergente, e della madre Ines (Chiara Mastalli), una donna dal carattere forte e protettivo che non renderà la vita facile al giovane Cesaroni. Dall’altra parte della città, Marco (Branciamore) si trova a dover gestire una famiglia allargata: convive con Virginia e il loro figlio Adriano, ma l’arrivo improvviso da New York di Marta, la figlia avuta dalla storica ex fiamma Eva, rischia di scombussolare ogni equilibrio.
Insomma, la ricetta sembra essere quella giusta: un pizzico di dieta per gli attori, una spolverata di nuovi volti e la solida base di una sceneggiatura che parla di famiglie, crisi economiche (la bottiglieria rischia l’asta) e amori eterni. Dopotutto, come ha sottolineato il direttore di Canale5 Giancarlo Scheri, questa serie rappresenta un pezzo della storia televisiva italiana, capace di emozionare e unire generazioni diverse davanti allo stesso schermo.




