Sanità in Sicilia, un quadro impietoso delle aziende sanitarie
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Redazione Interno
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Le aziende sanitarie siciliane, secondo l'ultima classifica Agenas, mostrano un quadro desolante: tutte le aziende sanitarie provinciali, eccetto quella di Ragusa, sono state bocciate. Enna, in particolare, si colloca tra le cinque peggiori d'Italia. La situazione non migliora per le aziende ospedaliere, con record negativi come quelli del Cannizzaro e del Garibaldi di Catania, dove le attese per interventi programmati sono tra le più lunghe del paese. Il Papardo di Messina, inoltre, detiene il primato per il costo medio di degenza più elevato.
La classifica Agenas, presentata al Forum Risk Management di Arezzo, evidenzia una netta divisione tra Nord e Sud Italia nel campo della sanità. Le migliori aziende sanitarie e ospedaliere si concentrano al Nord, con l'ATS di Bergamo al secondo posto a livello nazionale, subito dopo l'Aulss n.8 Berica di Vicenza. Questo risultato emerge dal modello di valutazione multidimensionale della performance manageriale nelle aziende sanitarie territoriali, che ha monitorato 110 aziende sanitarie pubbliche basandosi su 34 indicatori classificati in sei aree principali: prevenzione, distrettuale, ospedaliera, sostenibilità economica-patrimoniale, outcome e ulteriori 12 sub-aree.
In questo contesto, la Lombardia si distingue per le sue eccellenze, con l'ATS di Bergamo che brilla per la qualità dei servizi offerti. Tuttavia, la situazione è ben diversa nel Meridione, dove molte aziende sanitarie faticano a raggiungere la sufficienza. La Asl spezzina, ad esempio, è l'unica azienda sanitaria del Nord Italia a ricevere una classificazione negativa, un'anomalia in un panorama generalmente positivo per le regioni settentrionali.
Questi dati, elaborati dall'agenzia ministeriale Agenas, mettono in luce le profonde disparità territoriali nel sistema sanitario italiano, evidenziando la necessità di interventi mirati per migliorare le performance delle aziende sanitarie nelle regioni più svantaggiate.




