Terremoto a Roma, nuova scossa avvertita tra Tuscolano e Cinecittà: magnitudo 1.9

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Torna a tremare la terra nell’area sud-est di Roma, e lo fa per il secondo weekend consecutivo, riaccendendo quella sottile apprensione che da sempre accompagna i fenomeni sismici, anche quando si tratta di eventi di modesta entità. Dopo le due scosse di sabato sera, localizzate a nord di Ciampino e avvertite distintamente dalla popolazione, un nuovo movimento tellurico è stato registrato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia nella giornata di oggi, lunedì 16 marzo. I sismografi dell’Ingv hanno rilevato l’evento — un boato per molti residenti — alle 13:58:09 ora italiana, con una magnitudo preliminare di 1.9 della scala Richter.

L’epicentro, secondo i dati diffusi dalla sala sismica, è stato localizzato in una zona particolarmente sensibile della periferia orientale, quella che gravita attorno all’ippodromo delle Capannelle, un'area compresa tra via Palmiro Togliatti e i tracciati consolari della Casilina e della Tuscolana. La profondità, un fattore cruciale per determinare l’effettiva percezione in superficie, è stata calcolata intorno ai dieci chilometri. Nonostante il basso valore energetico, la scossa è stata nitidamente avvertita in numerosi quartieri, tra cui l’Appio, il Quadraro e Cinecittà, dove i residenti hanno segnalato brevi vibrazioni e, in alcuni casi, il caratteristico tremolio dei vetri delle finestre.

Un fenomeno avvertito nonostante la bassa magnitudo

La circostanza che un sisma di magnitudo inferiore a 2.0 venga percepito con chiarezza dai cittadini non è poi così insolita, specialmente in aree urbanizzate e in relazione alla natura del sottosuolo e alla profondità dell’ipocentro. In molti, sui social network, hanno descritto la sensazione di un brevissimo sussulto, un fremito del pavimento della durata di pochi istanti. Alcuni, forse memori della sequenza sismica del finesettimana, hanno reagito con prontezza, affacciandosi o cercando un confronto immediato con i vicini per comprendere l’accaduto. Al momento, e le verifiche sono comunque in corso da parte dei tecnici comunali e della Protezione Civile, non risultano segnalazioni di danni a persone o alle strutture edilizie, un dato che conferma la natura assolutamente lieve del fenomeno.

La sequenza sismica dei giorni scorsi

L’evento di questo pomeriggio si inserisce in una sequenza che aveva già messo in allerta i residenti della zona est nella serata di sabato. Intorno alle 22:44 di due giorni fa, una scossa di magnitudo 2.0 era stata localizzata con epicentro a sette chilometri a nord di Ciampino, un’area non distante da quella dell’ultimo evento. In quell’occasione, l’evento era stato avvertito con maggiore intensità, complice probabilmente l’ora serale e il silenzio notturno, in un’ampia fetta di territorio che va dal Tuscolano a Centocelle, suscitando un’ondata di messaggi e post sui canali social, utilizzati ormai come termometro istantaneo della paura collettiva. Pochi minuti più tardi, alle 22:57, una seconda scossa, di intensità ancora minore, aveva completato il quadro di quella serata, alimentando discussioni e confronti.

La reazione della popolazione e il dibattito social

Come accade ormai invariabilmente in questi frangenti, il tam tam sui social network è diventato lo specchio delle reazioni più disparate. Tra le migliaia di messaggi compaiono, infatti, le testimonianze di chi ha avvertito distintamente il boato e il tremore — «ha tremato tutto, ho sentito un rumore sordo» è uno dei commenti più ricorrenti — e quelle, altrettanto numerose, di chi invece non si è accorto di nulla, alimentando una dialettica tra sentito e non sentito che caratterizza ogni evento sismico di bassa intensità. C’è poi chi minimizza, paragonando la scossa al passaggio di un camione o al colpo di una porta sbattuta dal vento, e chi invece rivendica la propria sensibilità, raccontando di aver visto oscillare il lampadario o di aver sentito muovere i mobili. Un dibattito, quello tra “apocalittici” e “integrati” del terremoto, che a Roma si riaccende puntualmente a ogni lieve scossa, trasformando la paura in un fenomeno quasi antropologico fatto di confronto e condivisione, seppur virtuale.

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