Trump e la Groenlandia, la nuova mossa strategica
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Redazione Esteri
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Poche cose raccontano la cialtroneria del nostro dibattito politico come la favola di Trump pacifista. Per mesi, prima delle presidenziali americane, leader, parlamentari, opinionisti e influencer hanno sostenuto con convinzione la tesi che il repubblicano, noto per le sue posizioni bellicose, fosse in realtà un fautore della pace. Tuttavia, le recenti mosse del presidente eletto degli Stati Uniti, che ha pubblicato un video in cui i groenlandesi esprimono il desiderio che gli Stati Uniti acquistino la Groenlandia, territorio appartenente alla Danimarca, sembrano contraddire questa narrazione.
Il ministro degli Esteri britannico, David Lammy, ha commentato le mire di Trump sulla Groenlandia, sottolineando l'importanza di distinguere la retorica dai fatti. In un incontro con giornalisti stranieri a Londra, Lammy ha evidenziato come le pretese di Trump sulla Groenlandia siano strettamente legate alla nuova dottrina marittima russa, varata nel luglio 2022, che pone l'accento sull'Artico come area di interesse strategico. Senza questo contesto, risulta difficile comprendere appieno le dinamiche geopolitiche che stanno emergendo in questi giorni.
Il primo atto strategico del Cremlino, dopo l'aggressione totale all'Ucraina del 2022, fu infatti il varo della nuova dottrina marittima, un documento di un centinaio di pagine che esplicita gli obiettivi russi nell'Artico e i rapporti con la Cina. Questo testo, che non riguarda il Mar Nero, dove Mosca continua a combattere, ma l'Artico, è fondamentale per comprendere le recenti mosse di Trump e la riluttanza di Pechino e Mosca a cooperare contro il cambiamento climatico, nonostante le temperature medie stiano salendo più rapidamente rispetto alle soglie indicate dagli Accordi di Parigi.
In questo contesto, la pubblicazione del video da parte di Trump, in cui ringrazia il popolo della Groenlandia per aver accolto suo figlio Don Jr. e altri rappresentanti degli Stati Uniti, appare come una mossa strategica volta a rafforzare la presenza americana nell'Artico. "Grazie all'incredibile popolo della Groenlandia per aver accolto così bene mio figlio Don Jr. e gli altri rappresentanti degli Stati Uniti.




