Plusvalenze Napoli, palla a Chiné: cosa succede adesso e il paragone Juve
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Redazione Interno
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Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, è stato rinviato a giudizio dalla Procura di Roma per falso in bilancio, un’accusa che riguarda le operazioni di trasferimento dei calciatori Victor Osimhen e Kostas Manolas, ritenute plusvalenze fittizie. La decisione arriva dopo che la Procura di Napoli aveva archiviato l’inchiesta per incompetenza territoriale, lasciando il campo ai magistrati romani, che hanno esteso le indagini anche alla vicenda Manolas, inizialmente non inclusa. Gli avvocati del club, tuttavia, si dicono fiduciosi: “Non c’è nulla da temere. Tutto è già stato dimostrato”.
La notizia, che ha colto di sorpresa i tifosi, arriva in un momento delicato per il calcio italiano, già scosso da casi simili, come quello della Juventus, anch’essa indagata per presunte plusvalenze irregolari. Sebbene le due vicende presentino analogie, i contesti e le dinamiche sono differenti, e il paragone rischia di essere fuorviante. Umberto Chiariello, intervenuto su CRC, radio partner del Napoli, ha sottolineato come non ci sia alcuna volontà di colpire il club partenopeo: “È solo una coincidenza”, ha dichiarato, cercando di stemperare le tensioni.
La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio non solo per De Laurentiis, ma anche per l’amministratore delegato del Napoli, Andrea Chiavelli, e per la società stessa, in relazione ai bilanci del triennio 2019-2021. La richiesta arriva nonostante il precedente proscioglimento da parte del Tribunale di Napoli e le assoluzioni sul piano sportivo, che avevano inizialmente chiuso il caso. Ora, però, la Procura federale della FIGC potrebbe riaprire il fascicolo, aggiungendo un ulteriore livello di complessità alla vicenda.
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