Il volontario ferito sulla scogliera e il grido di un padre: la drammatica estate di Porto Venere
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Redazione Interno
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Le operazioni di ricerca del giovane Sebastiano Piaggi, disperso in mare dalla sera di Ferragosto, hanno registrato oggi un nuovo, preoccupante incidente collaterale. Un volontario, impegnato nelle battute di perlustrazione lungo la scogliera antistante la chiesa di San Pietro, a Porto Venere, è infatti caduto riportando ferite che hanno reso necessario l'intervento dei soccorritori.
L'episodio, verificatosi nel pomeriggio, ha aggiunto un ulteriore strato di tensione a una situazione già di per sé carica di angoscia, costringendo le squadre di salvataggio a dividere temporaneamente l'attenzione tra la ricerca del ventunenne e le cure da prestare al nuovo infortunato.
Il recupero con il verricello dell'elicottero Nemo 03
Sul posto, per fortuna, è giunto tempestivamente l'elicottero “Nemo 03” della Base aeromobili della Guardia Costiera di Sarzana, un velivolo già ampiamente impiegato nelle vaste operazioni di ricerca del ragazzo scomparso. Raggiunto il punto esatto dell'incidente, i membri dell'equipaggio hanno subito provveduto a prestare le prime cure al ferito, constatando la natura delle lesioni riportate a seguito della caduta sulla scogliera.
Dopo una rapida ma necessaria fase di stabilizzazione, i soccorritori hanno quindi attivato il verricello di bordo per calare una barella speciale, con la quale è stato possibile recuperare il volontario e issarlo in sicurezza a bordo del mezzo aereo. L'intervento, condotto con precisione e rapidità, ha scongiurato conseguenze più gravi, anche se l'incidente ha inevitabilmente distolto risorse e attenzione per un tempo prezioso.
Porto Venere nel dramma: il grido di dolore sul molo
A pochi metri di distanza, intanto, la scena che si ripete ormai da giorni è quella di un dolore che non trova requie. Sulla banchina del borgo marinaro, dove i vigili del fuoco hanno allestito l'unità di crisi, la famiglia e gli amici di Sebastiano Piaggi non hanno mai smesso di vegliare, stringendosi in un abbraccio collettivo che cerca di tenere accesa la speranza.
Il grido straziante di un genitore, "Sebastiano, dove sei?", riecheggia tra le mura del paese e si mescola al rumore sordo delle motovedette che solcano il Golfo della Spezia, mentre l'aria si fa sempre più pesante e carica di una tensione insopprimibile. Persino tra i turisti, il clima è mutato radicalmente: i sorrisi sono scomparsi, sostituiti da uno sguardo preoccupato che segue le evoluzioni dei mezzi di soccorso in mare, a terra e persino sui fondali, dove i sommozzatori dei vigili del fuoco continuano a scandagliare ogni anfratto.
Una settimana di ricerche senza sosta
Sono ormai giorni che le ricerche di Sebastiano, originario di Riccò del Golfo, procedono senza sosta, un vero e proprio esercito di forze dell'ordine, volontari della protezione civile e specialisti navali che setacciano metro per metro il tratto di mare antistante la costa. Il giovane è finito in acqua la sera di Ferragosto, dopo una caduta da un gommone in compagnia di alcuni amici; secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato sbalzato fuori bordo a causa di un'onda, scomparendo immediatamente alla vista dei compagni che hanno lanciato l'allarme.
Da allora, nonostante il dispiegamento di mezzi senza precedenti, non c'è stata alcuna traccia del ragazzo, e l'angoscia lascia sempre meno spazio alla speranza, alimentando la paura che il grande spiegamento di forze possa purtroppo rivelarsi vano.
L'attesa e la processione della Madonna Bianca
In questo clima di desolazione e attesa, la comunità di Porto Venere si prepara a vivere domani una delle sue ricorrenze più sentite, la festa della Madonna Bianca. La tradizionale processione si farà, ma il Comune e la parrocchia hanno già annunciato che tutte le celebrazioni si terranno in tono minore, scegliendo di dedicare le preghiere collettive anche al ventunenne scomparso.
Le campane della chiesa di San Pietro suoneranno, ma il loro rintocco porterà con sé il peso di una comunità intera che si stringe nel dolore e che, in attesa di un miracolo, continua a guardare il mare con gli occhi di chi non ha ancora smesso di credere che Sebastiano possa riemergere dalle acque del Golfo.
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