A Foggia la prima targa per monopattini, ma l’assicurazione scivola a luglio
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Redazione Interno
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La città di Foggia, crocevia strategico per la logistica del Mezzogiorno, ha fatto da cornice ieri a una duplice operazione mediatica e normativa voluta dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Da un lato la constatazione di un dato confortante – calano i morti sulle strade – dall’altro la messa a regime di un provvedimento, quello sui monopattini elettrici, che procede a due velocità diverse pur di arrivare a una regolamentazione completa.
La giornata del ministro, iniziata con un sopralluogo al terminal ferroviario di FHP Intermodal nella zona Asi -1, si è spostata verso l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Qui, l’esponente del governo ha presenziato alla stampa della prima targa dedicata ai monopattini, un adesivo retroriflettente destinato a diventare obbligatorio nel giro di poche settimane. L’occasione è servita a Salvini per rilanciare i dati del nuovo Codice della Strada da lui fortemente voluto: “Nel primo anno abbiamo avuto oltre 100 morti in meno e più di mille feriti in meno”, ha dichiarato, auspicando che il buon senso degli automobilisti continui a sostenere questi risultati.
Il “targhino” arriva a maggio, l’Rc aspetta luglio
Mentre la politica mostrava il primo esemplare fisico del contrassegno, il dicastero guidato da Salvini – di concerto con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy – ha dovuto fare i conti con la realtà tecnica delle piattaforme informatiche. Sebbene l’obbligo di identificazione del mezzo entrerà ufficialmente in vigore il **17 maggio 2026** (con una finestra di tolleranza minima), la copertura assicurativa è stata spostata in avanti di sessanta giorni.
La nuova scadenza, per chi possiede un monopattino elettrico, è dunque fissata al 16 luglio 2026. La proroga, come spiegato dai tecnici, non è una concessione politica ma un adeguamento necessario: le banche dati della Motorizzazione, quelle del sistema assicurativo SITA e i server delle singole compagnie non sono ancora sufficientemente integrati per garantire verifiche incrociate in tempo reale. Finché il “targhino” – il cui costo base parte da 8,66 euro più diritti di motorizzazione – non sarà fisicamente associato al mezzo attraverso il portale dell’automobilista, non sarà possibile agganciarvi una polizza RC valida.
Le nuove regole di circolazione e le sanzioni in arrivo
Il messaggio lanciato da Foggia, dove il ministro si è presentato con il doppio ruolo di “padre e ministro”, mira a colmare un vuoto di responsabilità civile che ha caratterizzato finora la micromobilità. “Casco, targa e assicurazione – ha scandito Salvini – per il bene di chi lo usa e di chi è vittima di un incidente senza potersi rivalere contro nessuno”. Ha aggiunto il titolare dei Trasporti, sottolineando un fenomeno spesso denunciato dalle forze dell’ordine, che “a volte questi mezzi, truccati, arrivano a 60 all’ora”.
Dal punto di vista sanzionatorio, il quadro è definito. Circolare senza il contrassegno identificativo applicato (obbligatorio dal 17 maggio) costerà da 100 a 400 euro. La stessa cifra, ma a partire dal 16 luglio, sarà comminata a chi viene sorpreso a bordo di un monopattino scoperto da copertura assicurativa. Restano in vigore le multe per chi viola il divieto di marcia su strade extraurbane o utilizza i mezzi in contromano, con l’aggiunta dell’obbligo di casco che – Salvini lo ha ammesso osservando il traffico – viene ancora troppo spesso disatteso.
Logistica e investimenti nel foggiano
Prima della cerimonia delle targhe, la visita al terminal FHP – società che gestisce oltre 500 mila metri quadrati di superfici operative – ha rappresentato un passaggio obbligato per ribadire l’attenzione del governo sulle infrastrutture pugliesi. Salvini ha voluto tracciare una linea netta fra la mobilità pesante e quella leggera: mentre per le biciclette ha escluso al momento l’ipotesi di targa o assicurazione, per i monopattini non è più tempo di tentennamenti. La produzione in serie dei contrassegni sarà centralizzata proprio nello stabilimento foggiano, trasformando di fatto la città in un hub logistico anche per la burocrazia della mobilità dolce.
Sono queste le contraddizioni di una riforma che, a conti fatti, entra nel vivo in un clima di sicurezza stradale oggettivamente migliorato rispetto all’anno precedente, ma che ora deve fare i conti con l’adeguamento tecnologico degli archivi statali.




