Slitta l’assicurazione per i monopattini, la targa arriva a maggio
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Redazione Interno
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La scadenza dell’obbligo di assicurazione per i monopattini elettrici – che molti proprietari avevano già cerchiato in rosso sul calendario come l’ormai prossimo 16 maggio – è stata improvvisamente spostata al 16 luglio. A comunicarlo, in una circolare congiunta diramata nella giornata di ieri, i ministeri delle Imprese e del made in Italy (Mimit) e delle Infrastrutture e dei trasporti (Mit), i quali hanno deciso di accogliere le richieste avanzate dall’Associazione nazionale delle imprese assicuratrici (Ania). Quest’ultima, secondo quanto si legge nella nota ufficiale, ha evidenziato persistenti difficoltà di natura tecnico-organizzativa legate all’interoperabilità dei sistemi informatici, un prerequisito indispensabile per permettere alle compagnie di emettere le nuove polizze e gestire la banca dati dei mezzi in circolazione.
I nodi tecnici e il sistema che non c’è
Alla base di questo rinvio, che concede due mesi aggiuntivi per mettersi in regola, c’è quindi una vera e propria “incompatibilità” tra le piattaforme della Motorizzazione civile e i sistemi assicurativi interni. Senza un collegamento efficace, che permetta di abbinare l’identificativo del monopattino (il cosiddetto “targhino”) alla copertura RC, l’obbligo risulterebbe di fatto inapplicabile e difficilmente sanzionabile. È un intoppo operativo, questo, che ha costretto i tecnici dei dicasteri a rivedere i tempi, anche se la proroga è stata accolta con scetticismo da più parti. Gli operatori del settore, come Assosharing, stigmatizzano infatti il “caos” amministrativo, sottolineando come l’esecutivo abbia concesso una dilazione per l’Rc – che inevitabilmente tutelerà i portafogli degli utenti ancora per qualche settimana – senza però prevedere un analogo slittamento per l’apposizione del contrassegno.
La targa è per il 17 maggio, senza eccezioni
E proprio su questo secondo punto il messaggio dei ministeri è netto: nulla cambierà, o quasi, per quanto riguarda l’identificazione dei mezzi. La data fissata per l’obbligo del “targhino” – quel contrassegno adesivo bianco e riflettente prodotto dal Poligrafico dello Stato – resta sostanzialmente confermata al 17 maggio (con uno slittamento di un solo giorno rispetto al 16 inizialmente ipotizzato). Entro quella data, chiunque voglia circolare in città dovrà aver richiesto e applicato la targhetta (sul parafango posteriore o sull’avantreno dello sterzo), un passaggio che presuppone l’accesso alla piattaforma digitale del Portale dell’Automobilista, l’identificazione tramite SPID e il pagamento di circa 9 euro oltre ai diritti di motorizzazione. Questo meccanismo, però, genera un paradosso temporale non indifferente: per almeno due mesi, gli utenti si troveranno a viaggiare con un mezzo perfettamente identificabile (dotato quindi di targa) ma sprovvisto della copertura assicurativa, un’incongruenza che solleva più di una perplessità tra gli addetti ai lavori.
Il costo delle polizze e l’incognita dei premi
Proprio in questa finestra temporale intermedia, mentre la burocrazia cerca di sincronizzare le banche dati, cresce la preoccupazione tra le associazioni di consumatori. Queste ultime guardano con timore ai listini delle compagnie, temendo che i due mesi di pausa possano tradursi in un sensibile aumento del premio finale. La circolare, spiegano le assicurazioni, è servita proprio per evitare una partenza “disordinata” che avrebbe penalizzato gli assicurati, ma per i proprietari di monopattini resta il nodo della trasparenza tariffaria, in attesa di capire se le polizze Rc per i veicoli della micromobilità seguiranno le logiche del bonus-malus tradizionale o se verranno applicate forfetizzazioni territoriali. Si tratta di un cambio di passo deciso per questi mezzi, nati come soluzione low-cost per gli spostamenti urbani e ora destinati a sostenere i costi e la burocrazia tipici di un vero e proprio veicolo.




