Monopattini, arriva il “targhino” dal 16 maggio. L’assicurazione slitta di due mesi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il rettangolo della discordia – sei centimetri per cinque, plastificato e adesivo, quindi non rimovibile – è finalmente realtà. Stampato in uno stabilimento del Poligrafico dello Stato a Foggia, dove ieri mattina il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha applicato il primo esemplare su un monopattino elettrico, questo contrassegno porta con sé tre numeri e tre lettere separati dal simbolo della Repubblica. Un’operazione che, per quanto apparentemente simbolica, rappresenta lo spartiacque normativo per un mezzo che negli ultimi anni aveva letteralmente invaso strade e marciapiedi italiani, spesso senza alcuna forma di controllo o tracciabilità.

L’obbligo scatta il 16 maggio, ma la sospensione era già scaduta

La norma che impone il “targhino” era già contenuta nel nuovo Codice della Strada entrato in vigore il 13 dicembre 2024, ma per questa specifica disposizione il legislatore aveva concesso una lunga sospensione. Ora il conto alla rovescia è terminato: dal prossimo 16 maggio ogni monopattino elettrico circolante dovrà esporre il proprio adesivo identificativo, senza il quale non sarà più consentito l’uso su strade pubbliche. Lo si applica sul manubrio o sulla pedana, in posizione visibile, e a differenza di quanto qualcuno poteva sperare non si tratta di un’etichetta rimovibile: una volta fissato, resta lì per tutta la vita del mezzo. Diversa, invece, la tempistica per l’assicurazione. L’obbligo di copertura per la responsabilità civile è stato posticipato al 16 luglio, due mesi esatti dopo il debutto del targhino. Una finestra temporale che, nelle intenzioni del ministero, dovrebbe servire a far digerire ai proprietari – e soprattutto alle società di sharing – il nuovo onere economico e burocratico.

Salvini a Foggia per la prima targa: «Oltre cento morti in meno in un anno»

È stata una giornata simbolica per la micromobilità italiana, quella vissuta a Foggia, dove il ministro Salvini ha voluto presenziare di persona all’applicazione del primo contrassegno. «La sicurezza stradale era una delle mie priorità – ha detto Salvini ai presenti nell’istituto Poligrafico e Zecca dello Stato – ed è una delle mie priorità da ministro e da genitore». Poi il dato che, a suo dire, giustificherebbe la stretta: «Nel primo anno di nuovo Codice abbiamo avuto oltre 100 morti in meno e più di mille feriti in meno». Parole pronunciate mentre il primo “targhino” lasciava lo stabilimento foggiano, lo stesso che da ora in poi ne produrrà a migliaia per tutta Italia. Nessun dettaglio ulteriore sulla procedura di richiesta o sui costi a carico degli utenti, ma è chiaro che l’operazione si inserisce in un disegno più ampio di riconoscibilità e responsabilizzazione di chi sceglie questo mezzo.

Dalla strada all’aula di tribunale: cosa cambia per incidenti e furti

L’introduzione del contrassegno non è soltanto una scocciatura burocratica, come qualcuno l’ha definita, bensì uno strumento investigativo. Finora, in caso di investimento con fuga o di incidente grave, risalire al monopattino era quasi impossibile: nessuna targa, nessun numero di telaio facilmente leggibile, nessun obbligo di registrazione. Con il targhino, invece, ogni mezzo diventa tracciabile e associabile al proprietario. Questo cambierà anche la gestione dei sinistri mortali – di cui la cronaca ha purtroppo restituito alcuni episodi negli ultimi anni – perché la polizia scientifica potrà finalmente risalire al conducente attraverso l’identificativo. Senza entrare in dettagli espliciti, si può affermare che anche le inchieste giudiziarie legate a investimenti o a incidenti con omissione di soccorso potranno contare su un elemento probatorio in più. Resta sul tavolo, e non è poco, la questione assicurativa: dal 16 luglio chi circolerà senza copertura Rc sarà sanzionabile esattamente come chi guida un’auto senza polizza. E per le flotte dei monopattini a noleggio, il conto promette di essere salato.

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