Il Psg manda un messaggio all'Europa, ma Simeone a Del Piero dice: "Sì, sento qualcosa di magico"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il martedì di Champions League ha consegnato due verdetti inequivocabili, seppur raggiunti attraverso traiettorie diametralmente opposte. Da un lato, il Paris Saint-Germain, con la spietatezza del campione in carica, ha ribadito il proprio scettro sul continente calando il bis sul campo del Liverpool: quel 2 a 0, identico al risultato dell'andata, è un messaggio lanciato a chiunque ambisca a detronizzarlo. Dall’altro lato della medaglia, molto più a sud, a Madrid, l’Atletico ha vissuto una serata di pura sofferenza e altrettanta estasi, riuscendo a strappare lo scalpo al Barcellona nonostante la sconfitta interna per 2 a 1. Se i francesi hanno liquidato la pratica con la freddezza di una macchina perfetta, i colchoneros hanno invece rimesso in scena quella miscela di agonismo e fede che da quattordici anni caratterizza l’era del Cholo Simeone.

Il dominio silenzioso del Psg ad Anfield

Nel fortino di Anfield, dove il tifo avrebbe dovuto trascinare i Reds verso l’impresa, il verdetto è stato spietato. Il Liverpool, incapace di violare la porta parigina nell’andata, non è riuscito a invertire la rotta nemmeno tra le mura amiche, incassando un secco 2 a 0 che fotografa il divario attuale tra le due squadre. A confezionare il colpo ci ha pensato Ousmane Dembélé, il cui doppio sigillo – arrivato nella ripresa e nel recupero – ha spento ogni velleità di rimonta. La squadra di Luis Enrique, forte del 4 a 0 complessivo, ha dimostrato una gestione della partita esemplare: ha atteso, ha colpito e ha chiuso i conti. Per i campioni d’Europa in carica, il cammino prosegue ora verso una semifinale che li vedrà opposti alla vincente del quarto tra due mostri sacri come Bayern Monaco e Real Madrid. È una parte del tabellone che profuma già di finale anticipata, ma i parigini, con questa doppia prestazione, hanno avvertito tutti: la Coppa dalle grandi orecchie passa ancora per loro.

La resistenza eroica dell’Atletico e la "magia" di Simeone

Se a Liverpool si è assistito a una lezione tattica, al Metropolitano si è vissuto un film pieno di colpi di scena. Il Barcellona, costretto a rimontare lo 0-2 dell’andata, ha iniziato come una furia: nei primi dieci minuti, Lamine Yamal – braccato da un clamoroso errore in impostazione di Lenglet – ha già firmato il gol che riapriva la serie. Poco dopo, Ferrán Torres ha realizzato il raddoppio di serata, portando il parziale sul 2-0 e riagganciando virtualmente i padroni di casa sul 2-2 complessivo. In quel momento, con l’Atletico barcollante, la partita sembrava ormai segnata. E invece, anziché crollare, la banda di Simeone ha ritrovato l’orgoglio. Sfruttando gli spazi lasciati dagli avversari, Ademola Lookman ha realizzato il gol del 2-1, quel timone che riportava i madrileni avanti nel computo totale. La partita è poi diventata una gara di nervi, esasperata dall’espulsione di Eric Garcia a dieci minuti dal termine. A fine partita, nel consueto sfogo a bordo campo, le telecamere hanno immortalato il dialogo con Alex Del Piero. "Senti che in questa stagione ci sia qualcosa di magico?", ha chiesto l’ex attaccante. E Simeone, con gli occhi che luccicano nonostante l’abitudine a queste imprese, ha risposto senza esitare: "Sì, lo sento. C’è questa sensazione". Una confessione che pesa più di ogni statistica, che parla di un gruppo che non molla mai e di un club che, dopo anni di attese, torna a sognare la Champions persa due volte in finale contro il vicino ingombrante.

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