Atletico Madrid e Psg volano in semifinale di Champions: Lookman ferma la rimonta Barcellona, doppietta di Dembélé affonda il Liverpool
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Redazione Sport
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La notte dei quarti di finale di ritorno della Champions League, quella che si è giocata martedì 14 aprile, ha consegnato due verdetto netti, sebbene arrivati attraverso scenari opposti: da una parte la sofferenza patita dall’Atletico Madrid, capace di incassare i colpi di un Barcellona furioso pur di restare a galla, e dall’altra la chirurgia glaciale del Paris Saint-Germain, che ha sfruttato ogni minima crepa lasciata scoperta dal Liverpool. Il Metropolitano e Anfield Road, stadi storicamente caldissimi nelle notti europee, hanno raccontato due storie diverse ma accomunate dall’amarezza per chi doveva rimontare. I colchoneros, forti del 2-0 conquistato al Montjuic, sono entrati in campo sapendo di poter gestire il vantaggio; eppure, la furia dei blaugrana di Flick – che avevano assolutamente bisogno di ribaltare l’inerzia – ha rischiato di mandare tutto all’aria già nei primi venticinque minuti.
L’assalto iniziale del Barcellona e il muro di Musso
La partenza della squadra ospite è stata a dir poco folgorante, tanto che il punteggio di parità sull’aggregato è stato ristabilito dopo appena ventiquattro minuti di gioco. Il primo a colpire è stato Lamine Yamal al quarto minuto, complice una disattenzione pesante della retroguardia di Simeone, ma è stato Ferran Torres a firmare il momentaneo 2-0 nella sfida di ritorno, sfruttando un assist di Dani Olmo che sembrava aver aperto le porte della semifinale ai catalani. In quel frangente, la squadra di Hansi Flick – che aveva schierato una formazione votata alla pressione alta – sembrava in controllo totale, con Fermin Lopez che andò addirittura vicino al terzo gol personale, fermato solo da un miracolo del portiere Juan Musso. Quell’intervento, per quanto spettacolare, fu anche cruento: nel tuffo per respingere la conclusione di Lopez, il numero uno dell’Atletico colpì involontariamente l’attaccante avversario al volto, causando una vistosa fuoriuscita di sangue che costrinse a una lunga sospensione del gioco.
Proprio quell’intervallo, paradossalmente, ha rappresentato la svolta psicologica del match. Mentre i giocatori del Barcellona protestavano per l’accaduto e l’adrenalina si placava, l’Atletico ha trovato il modo di riorganizzarsi. Al minuto 31, la doccia fredda per i tifosi di Flick: Marcos Llorente è piombato sulla fascia destra bruciando la linea difensiva alta, ha messo una palla bassa e rasoterra al centro, dove Ademola Lookman – uno dei pochi ad aver dato filo da torcere a Jules Koundé per tutta la sera – non ha avuto che da depositarla in rete. Quel 2-1 parziale del ritorno (che portava l’aggregato sul 3-2 per i padroni di casa) ha restituito la tranquillità necessaria a un ambiente che, fino a dieci minuti prima, sembrava sul punto di crollare.
Il dominio sterile del Liverpool e la freddezza chirurgica del Psg
Se a Madrid la partita è stata una battaglia di nervi e colpi di scena, ad Anfield Road il copione è stato diverso, sebbene altrettanto drammatico per i tifosi di casa. Il Liverpool di Arne Slot si presentava con l’obbligo di ribaltare il 2-0 subito al Parco dei Principi, un’impresa resa ancora più ardua dalla forza dei campioni d’Europa in carica. I Reds hanno provato a imporre il loro ritmo sin dai primi minuti, spingendo con i terzini e cercando di imbrigliare la manovra del Psg, ma ancora una volta è mancata quella cattiveria sotto porta che contraddistingue i grandi attaccanti. La prima frazione si è chiusa sullo 0-0, ma il dato significativo non era tanto il punteggio quanto la fatica fisica profusa dagli inglesi per cercare di sfondare un muro parigino che sembrava imbattibile.
L’episodio chiave della contesa è arrivato nella ripresa, quando l’arbitro ha concesso un calcio di rigore al Liverpool per un fallo su Alexis Mac Allister. L’urlo dello stadio è stato però presto soffocato dal check del Var, che ha rilevato un contatto regolare o, comunque, non punibile con il massimo della sanzione: rigore revocato. Quel momento di esaltazione trasformato in delusione ha prosciugato le energie psicologiche dei Reds, e i parigini ne hanno approfittato con la solita, spietata efficacia. Al 72’, Ousmane Dembélé – come già accaduto all’andata – ha raccolto palla al limite, l’ha sistemata sul piede preferito e ha infilato un rasoterra angolato nell’angolino alla sinistra di Mamardashvili, un gol che di fatto chiudeva la pratica qualificazione. Il raddoppio, arrivato nei minuti di recupero, è stato solo lo zuccherino a coronare una prestazione di solidità difensiva e cinismo offensivo. L’attaccante ex Borussia Dortmund, assistito da Barcola dopo una ripartenza fulminea, ha firmato la doppietta personale e decretato il 4-0 complessivo.
Infortunio shock per Ekitiké e turno di riposo per Luis Enrique
Tra le pieghe della serata di Anfield, c’è spazio anche per un episodio che potrebbe avere ripercussioni sul prosieguo della stagione per il Liverpool, sebbene per i Reds la Champions sia già un ricordo. Poco dopo la mezz’ora del primo tempo, con il match ancora fermo sullo 0-0, Hugo Ekitiké è stato costretto a lasciare il campo in barella. L’attaccante, ex Eintracht Francoforte, è rimasto a terra per diversi minuti dopo un contrasto o un movimento a vuoto che ha sollevato immediatamente i timori dello staff medico. Al suo posto è entrato Mohamed Salah, ma l’infortunio ha comunque rotto l’equilibrio tattico che Slot aveva studiato per la rimonta. Le prossime ore saranno decisive per capire la natura precisa del problema; gli esami strumentali cui verrà sottoposto l’attaccante chiariranno se si tratta di una lesione muscolare o di un problema articolare, determinando così i tempi di recupero in vista degli impegni di Premier League.Dal canto suo, Luis Enrique può sorridere. La sua squadra ha dimostrato una maturità europea impressionante, viaggiando con il freno a mano tirato ma colpendo sempre con precisione millimetrica. Ad Anfield, la costruzione dal basso e la pazienza in fase di possesso hanno messo a nudo i limiti di una squadra inglese che, per novanta minuti, ha corso dietro la palla come un pugile che cerca il knockout senza riuscire a piazzare il gancio decisivo. Con questo successo, i parigini si prendono non solo il lusso di eliminare i vicecampioni d’Europa, ma anche il diritto di attendere la vincente del confronto tra Bayern Monaco e Real Madrid nella prossima fase.
Rosso, sangue e semifinale: la legge del Metropolitano
Tornando alla Capitale spagnola, il match si era ormai trasformato in una guerriglia. La tensione era palpabile, e gli episodi si sono susseguiti senza sosta. Al 57’, Ferran Torres aveva anche insaccato il pallone che valeva il 3-1 nella partita di ritorno (e il 3-3 complessivo), ma il guardalinee ha alzato la bandierina per un fuorigioco millimetrico, annullato poi dal Var. La frustrazione del Barcellona è aumentata ulteriormente quando, intorno al settantesimo, Matteo Ruggieri è rimasto a terra con il volto completamente insanguinato dopo una gomitata involontaria (ma violenta) di Gavi durante una contesa aerea. Dopo una lunga medicazione, il difensore è tornato in campo, ma l’episodio ha ulteriormente spezzato il ritmo della partita, favorendo la squadra di casa.Il colpo di grazia, però, è arrivato al minuto 79: Eric Garcia, l’ultimo uomo della difesa, è scivolato e ha steso Alexander Sorloth mentre questi stava scappando verso la porta. Dopo la consultazione del Var, l’arbitro non ha avuto dubbi: rosso diretto. In inferiorità numerica, il Barcellona ha provato a gettare il cuore oltre l’ostacolo, buttando nella mischia Robert Lewandowski e Marcus Rashford dalla panchina, e perfino il centrale Ronald Araujo è stato avanzato nel finale come ariete aggiunto. Al 97’, proprio Araujo ha avuto sulla testa l’occasione del 3-2 che avrebbe costretto ai supplementari, ma il suo colpo è finito alto sopra la traversa, consegnando l’Atletico Madrid alla sua prima semifinale di Champions League dal lontano 2017. I ragazzi di Simeone, che cercheranno il riscatto dopo le finali perse nel 2014 e 2016, affronteranno ora la vincente tra Arsenal e Sporting Lisbona, mentre il Psg sogna in grande dopo il trionfo dell’anno scorso.




