La città si ferma per la fiaccola, Milano si prepara all'inaugurazione delle Olimpiadi
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Redazione Sport
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Mentre le prime competizioni, come il torneo di doppio misto di curling, hanno già preso il via a Cortina, Milano trattiene il respiro in attesa del grande evento. L'arrivo della fiamma olimpica, atteso oggi lungo le vie cittadine, rappresenta l'ultimo atto preparatorio prima del via ufficiale dei Giochi, che sarà sancito domani sera allo stadio Giuseppe Meazza. Un percorso, quello del tedoforo, che ha costretto gli organizzatori a un rimodellamento profondo della mobilità urbana per garantire il regolare svolgimento della tradizionale staffetta. Gli interventi sulla viabilità, del resto, non si limitano al solo passaggio del simbolo olimpico, ma si estendono anche in funzione della cena di gala di questa sera, un evento riservato ai numerosi capi di Stato e di governo già giunti in Italia, e della complessa macchina della cerimonia inaugurale.
Le limitazioni al traffico per l'arrivo della fiamma
Il piano di mobilità straordinario, varato dalla Prefettura, impone per questa giovedì una serie significativa di divieti e deviazioni. Le strade interessate dal transitto della fiaccola sono state infatti interdette al traffico privato, con una conseguente riorganizzazione, che in alcuni tratti sfiora la sospensione, del trasporto pubblico locale. Si tratta di provvedimenti inevitabili, come sottolineano gli organi competenti, finalizzati a coniugare la sicurezza dei cittadini e dei partecipanti con la celebrazione di un momento di alto valore simbolico. Le autorità, del resto, hanno dovuto predisporre misure eccezionali per gestire un flusso di personalità internazionali senza precedenti per un evento sportivo in Italia, con la presenza accertata di circa cinquanta tra sovrani e leader politici.
Il dispositivo di sicurezza per i Giochi
Proprio l'elevatissimo profilo degli ospiti ha reso necessario un imponente spiegamento di forze dell'ordine, che affiancheranno per l'intera durata della manifestazione le polizie locali. Seimila uomini, secondo quanto dichiarato, sono stati mobilitati in un'operazione che vede la collaborazione di reparti specializzati: dagli artificieri alle unità cinofile addestrate alla ricerca di esplosivi, fino ai tiratori scelti e agli agenti sciatori, pronti a intervenire sulle piste delle località montane. Un dispiegamento, quest'ultimo, che si aggiunge ai nuclei antiterrorismo già attivi da giorni sul territorio, il cui lavoro silenzioso è fondamentale per scongiurare qualsiasi minaccia. La cronaca nera degli ultimi decenni, purtroppo, ha insegnato come gli appuntamenti di massa richiedano un livello di attenzione elevatissimo, tanto più quando vi partecipano figure di rilievo globale; le indagini preventive, in questi casi, costituiscono la prima e più solida barriera di protezione.
La cerimonia di San Siro e lo spirito della città
L'apice dei prossimi giorni sarà raggiunto domani, venerdì, quando a partire dalle venti lo stadio di San Siro ospiterà lo spettacolo inaugurale. Un evento che, se da un lato catalizza l'attenzione mondiale e mobilita risorse ingenti, dall'altro non sembra avere riscosso un sentimento di partecipazione unanime tra i milanesi. Alcuni di loro, infatti, pur riconoscendo la portata internazionale dell'evento, nutrono un senso di distacco, come se le Olimpiadi invernali si svolgessero in una dimensione parallela, lontana dalla quotidianità della vita metropolitana. Una percezione che potrebbe essere accentuata proprio dalle inevitabili restrizioni, come le chiusure stradali di oggi e di domani, le quali, seppure temporanee, incidono sui ritmi consueti di una metropoli sempre in movimento. Resta il fatto che l'organizzazione procede senza intoppi, secondo i piani delineati, mentre il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e gli altri illustri ospiti iniziano a prendere posto per assistere a quello che si preannuncia come uno dei più grandi eventi sportivi mai organizzati in Italia.




