Olimpiadi, la fiaccola illumina le province: un percorso di festa e storia verso Milano-Cortina 2026
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Redazione Sport
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Il viaggio della fiamma olimpica attraverso l'Italia, che precede l'apertura dei Giochi invernali Milano-Cortina 2026, sta dipingendo un mosaico di emozioni nelle province, unendo sport, territorio e memorie collettive in un'unica narrazione. Dopo aver percorso numerose regioni, il simbolo dei Giochi ha fatto il suo ingresso in Veneto, toccando con tre date distinte alcuni dei centri più significativi della Marca trevigiana. Mercoledì 21 gennaio il percorso vedrà la torcia scorrere tra Montebelluna, Castelfranco e Asolo, per approdare, il giorno successivo, nel cuore di Treviso. La domenica, 25 gennaio, sarà invece la volta di un tratto che lambirà Conegliano, Vittorio Veneto e Valdobbiadene, regalando così alla fiaccola lo sfondo unico delle Colline del Prosecco, patrimonio dell'umanità. Un itinerario, quello nella provincia, che si preannuncia come un racconto per immagini in movimento, capace di fondere l'attualità dello sport con la storia millenaria di quei luoghi.
Dall'Alessandrino al Pavese: la staffetta dei tedofori
La marcia della fiaccola, come è noto, ha preso le mosse dal Piemonte, ad Alessandria, dove venerdì 16 gennaio, poco dopo le nove del mattino, la cerimonia di accensione ha dato il via ufficiale a questa lunga staffetta. Ad avere l'onore di compiere il primo gesto è stata Giulia Guida, ex ginnasta originaria della città, la quale ha acceso la torcia presso la Cittadella per poi avviare il corteo attraverso il centro. Il percorso, della durata complessiva di un'ora, ha visto il passaggio del fuoco tra quindici tedofori, ciascuno scelto per rappresentare valori di impegno e dedizione, fino all'arrivo in via Monte Grappa, davanti al Liceo Eco, dove la fiamma è stata consegnata al pavese Teudis Plaza. Un momento, quello alessandrino, che ha segnato non solo un inizio ma anche il concretizzarsi di un'atmosfera di attesa, destinata a ripetersi di città in città.
Pavia e il passaggio di testimone tra generazioni
Il giorno seguente, la carovana olimpica ha varcato i confini della Lombardia, raggiungendo Pavia dopo una tappa a San Martino Siccomario. È stato in Borgo Ticino che si è consumato uno degli scambi più carichi di simbolismo dell'intero percorso. Mauro Nespoli, arciere di Voghera e campione olimpico a Londra 2012, ha infatti passato la fiamma a Marino Vigna, ciclista novantenne che aveva conquistato l'oro nell'inseguimento a squadre durante i Giochi di Roma del 1960. Quel gesto, compiuto davanti a una folla di centinaia di persone, ha rappresentato visivamente la continuità ideale tra diverse ere dello sport italiano, unendo, in un unico filo rosso, imprese che appartengono alla storia e altre più recenti. La città, accogliendo l'evento con partecipazione, ha vissuto un pomeriggio di festa, sancendo così il legame tra il presente dei Giochi e un passato glorioso.
Cremona si prepara all'arrivo del simbolo olimpico
Mentre la torcia continua il suo cammino, l'attenzione si sposta ora su Cremona, dove l'arrivo è previsto per sabato 17 gennaio. L'organizzazione dell'evento, curata dalla Fondazione Milano-Cortina 2026 insieme all'amministrazione comunale, prevede il passaggio del fuoco per le vie del centro, accompagnato da un corteo di una ventina di mezzi che amplificheranno il carattere spettacolare della manifestazione. L'attesa, che in molte città si è ormai trasformata in realtà, qui vive le sue ultime ore, con i preparativi finali per accogliere degnamente il simbolo universale dello sport. Questo passaggio, come gli altri, non è una semplice formalità ma un momento identitario che permette a ciascun territorio di sentirsi partecipe del più grande evento sportivo mondiale, scrivendo una piccola pagina della propria storia contemporanea.




