Riaperta la A10 tra Arenzano e il bivio con la A26 dopo l'incidente mortale: code fino a sei chilometri
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Redazione Interno
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Il tratto dell'autostrada A10 compreso tra Arenzano e il bivio con la A26 è stato riaperto poco prima delle 17.30. La chiusura si era resa necessaria nel pomeriggio per consentire i rilievi e la messa in sicurezza della carreggiata dopo un incidente mortale avvenuto al chilometro 17,5 in direzione Genova. Nonostante la riapertura, il traffico ha continuato a scorrere con estrema difficoltà: al momento del ripristino della viabilità si registravano code fino a sei chilometri tra Varazze e Arenzano.
La dinamica dell'incidente
L'incidente si è verificato intorno alle 15. Secondo le prime informazioni raccolte dalla Polizia Stradale, si sarebbe trattato di un sinistro autonomo nel quale il motociclista ha perso il controllo del mezzo, finendo rovinosamente a terra. Sul posto sono intervenuti immediatamente i soccorsi del 118 con ambulanza e automedica, ma per l'uomo non c'è stato nulla da fare: i traumi riportati nella caduta si sono rivelati fatali. La vittima è un uomo di 64 anni.
Le forze dell'ordine hanno effettuato i rilievi per ricostruire l'esatta sequenza dei fatti e chiarire le cause della perdita di controllo del veicolo.
Chi era la vittima
A perdere la vita è stato il dottor Antonio Caldana, noto ginecologo del Ponente savonese. Sessantaquattro anni, originario del varazzino, aveva costruito una lunga carriera professionale maturando una significativa esperienza all'interno dell'Asl 2 e proseguendo successivamente l'attività come libero professionista, con studi a Pietra Ligure, Finale e Albenga. Per decenni è stato un punto di riferimento per numerose pazienti della Riviera di Ponente, sia attraverso l'attività ospedaliera sia nella libera professione.
Nel corso degli anni aveva partecipato a iniziative di divulgazione e incontri pubblici dedicati alla salute femminile e alla maternità. Accanto alla professione medica, aveva avuto anche un'esperienza nel mondo politico tra le fila di Forza Italia e dell'Udc.
Le conseguenze sul traffico e i percorsi alternativi
La chiusura del tratto compreso tra Arenzano e il bivio A10/A26 ha provocato pesanti ripercussioni sulla circolazione per l'intero pomeriggio. Per consentire le operazioni di soccorso e i rilievi, Autostrade per l'Italia ha predisposto l'uscita obbligatoria ad Arenzano per tutti i veicoli diretti verso Genova. Agli automobilisti rimasti incolonnati è stata distribuita acqua per fronteggiare l'attesa. Il percorso alternativo indicato prevedeva di uscire ad Arenzano e rientrare in autostrada a Genova Pra' dopo aver percorso la SS1 Aurelia.
I tempi di percorrenza hanno subito un sensibile aumento rispetto alla norma, con ripercussioni che si sono protratte ben oltre la riapertura del tratto.
Il contesto dell'Autostrada dei Fiori
La A10, conosciuta anche come Autostrada dei Fiori, collega Genova a Ventimiglia correndo interamente in territorio ligure lungo la Riviera di Ponente. La tratta Genova-Savona fu aperta il 5 settembre 1967, mentre il prolungamento fino al confine di Stato risale al novembre 1971. Nel tratto tra Genova e Savona, la carreggiata in direzione Genova è ancora quella originaria, risultando più tortuosa rispetto alla carreggiata opposta, ricostruita in epoca più recente.
L'ampliamento a tre corsie ha comportato la cancellazione della corsia di emergenza e una riduzione della larghezza delle corsie, con limite di velocità fissato a 80 chilometri orari per gran parte del percorso compreso tra Albisola e Genova Voltri.
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