Orbán e la presidenza ungherese: un discorso bloccato e una democrazia in pericolo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha recentemente tentato di rivolgersi agli eurodeputati in occasione della seduta plenaria inaugurale della neoeletta assemblea di Strasburgo. Tuttavia, i suoi tentativi sono stati respinti per mancanza di spazio in agenda, secondo due fonti a conoscenza della questione.

Un processo senza pena

Orbán, che è presidente di turno dell’Ue da poco più di una settimana, si trova già sul banco degli imputati. Nonostante ci sia un processo in corso, non ci sarà alcuna pena. Vent'anni fa, gli Stati membri dell’Ue avevano chiesto di discutere delle sue missioni di pace in solitaria, prima a Kiev, poi a Mosca e Pechino, senza un mandato europeo. Il dibattito sarà affrontato domani dagli ambasciatori degli Stati membri, ma sarà nelle ‘varie’ della riunione.

Accuse di mettere in pericolo la democrazia

Orbán è accusato di tentare di “svendere” l’Ucraina alla Russia e mettere in pericolo la democrazia europea. Il Coreper, il comitato che a Bruxelles riunisce gli ambasciatori dei 27 Stati membri dell’Ue, ha inserito il “caso Budapest” nel suo ordine del giorno, alla voce “varie”.

Rischio per la presidenza Ue

Quando la notizia si è diffusa, nei corridoi del Parlamento europeo è scattato l’allarme: «I Patrioti di Viktor Orban avranno la presidenza della commissione Cultura e di quella che si occuperà di Turismo e Trasporti». Ma nel giro di poche ore è stato ripristinato il “cordone sanitario” che punta a escludere la formazione estremista da tutti gli incarichi.

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