Fiorentina, terzo ko consecutivo: Grosso resta in bilico, ma la società frena. Cori contro il tecnico e fiducia (per ora) da Paratici

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Tre partite, zero punti. La Fiorentina continua a navigare in acque agitatissime e la sconfitta interna contro il Torino, maturata nonostante il vantaggio iniziale firmato Pellegrino, ha acceso ulteriormente gli animi in casa viola. Se da un lato la prestazione ha offerto spunti di discussione, dall'altro il malcontento dei tifosi, esploso al termine del match con cori inequivocabili verso l'allenatore Fabio Grosso, ha costretto la società a prendere una posizione chiara per evitare il proliferare di voci su un possibile esonero già a settembre.

Dopo il ko al centenario contro il Frosinone e la battuta d'arresto in trasferta, l'ambiente sperava in una reazione che invece è mancata, lasciando spazio a una nuova, amarissima doccia fredda che riporta la squadra ai margini della classifica.

La partita: vantaggio viola, poi l'ex Mandragora e Adams ribaltano il risultato

I tre punti sembravano a portata di mano quando un errore del portiere granata ha permesso a Pellegrino di infilare la palla in rete e regalare il momentaneo vantaggio ai padroni di casa. Tuttavia, la reazione del Torino, una squadra solida e ben organizzata, non si è fatta attendere e ha ribaltato il punteggio sfruttando due episodi che hanno messo in luce le fragilità difensive della retroguardia viola.

A firmare la rimonta ci hanno pensato Mandragora, ex di turno con il dente avvelenato che solo pochi giorni prima non aveva risparmiato critiche all'attuale dirigenza, e Adams, autore della rete che ha chiuso i giochi e consegnato alla Fiorentina la terza sconfitta in altrettante giornate.

Per i tifosi viola, che hanno sostenuto la squadra fino all'ultimo, la delusione si è trasformata presto in rabbia, con la Curva Fiesole che ha intonato cori di protesta contro la panchina, invitando i giocatori a lavorare in miniera e scandendo a più riprese "Grosso salta la panchina", un messaggio recepito con applausi da buona parte del resto del pubblico presente allo stadio.

La posizione della società: fiducia a Grosso, ma le prossime gare saranno decisive

Nonostante il clima rovente e la richiesta di cambiamento che arriva dalle tribune, i vertici del club hanno scelto per il momento di non procedere con un esonero. La società, rappresentata dal presidente Giuseppe B. Commisso, dall'amministratore delegato Alessandro Ferrari e dal direttore sportivo Fabio Paratici, ha fatto filtrare una linea cauta ma ferma: la delusione per il percorso intrapreso è tangibile e ampiamente giustificata, ma la panchina di Fabio Grosso non è in bilico immediato.

Paratici, che a inizio estate ha fortemente voluto l'ex tecnico del Sassuolo con il quale aveva già collaborato ai tempi della Juventus, intende concedere ancora credito al progetto tecnico affidato al mister, consapevole che le variabili in campo sono ancora molteplici e che un cambio in corsa a stagione così avviata potrebbe rivelarsi controproducente.

D'altro canto, la pazienza ha un limite ben definito e le prossime uscite, a partire dalla delicata trasferta di Venezia e dal successivo impegno casalingo contro il Napoli, sono state già etichettate dall'ambiente come potenziali spartiacque per il futuro dell'allenatore e dell'intero assetto della squadra.

La delusione dei tifosi e il confronto con gli ex: Biraghi e Mandragora sotto la curva

A rendere ancora più amaro il pomeriggio per i sostenitori viola è stato il finale di partita, quando alcuni giocatori del Torino, tra cui l'ex capitano Biraghi e lo stesso Mandragora, si sono recati sotto la curva per ricevere gli applausi della tifoseria granata, mentre i calciatori in maglia viola venivano sommersi da fischi e contestazioni. L'immagine ha simboleggiato perfettamente il momento di profonda crisi che sta attraversando la Fiorentina, una squadra che pare incapace di trasformare in punti il lavoro settimanale e che tradisce le aspettative costruite durante il mercato estivo.

Le critiche non si sono concentrate soltanto sulla gestione tecnica di Grosso, ma anche sulle scelte dirigenziali e sulla comunicazione, considerata poco trasparente in un momento in cui i tifosi chiedono risposte concrete. Tuttavia, in seno al club prevale ancora la convinzione che la stagione sia lunga e che il tempo per raddrizzare una rotta, finora disastrosa, non sia del tutto esaurito, a patto che la squadra dimostri sul campo il carattere che finora è mancato nei momenti cruciali delle gare.

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