Sondaggi Swg, il Carroccio arretra ancora mentre Vannacci tallona Salvini
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Redazione Interno
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Il quadro politico italiano, fotografato dall’ultima rilevazione Swg per il Tg La7 in data 1° giugno 2026, mostra un movimento tellurico – seppur misurato in decimali – nelle intenzioni di voto, con il partito della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che consolida il proprio primario attestandosi al 28,2% grazie a un incremento dello 0,1%.
Se da un lato Fratelli d’Italia tiene e guadagna terreno, dall’altro lato dello schieramento, il Partito Democratico di Elly Schlein (che cede lo 0,2% fermandosi al 22,3%) e la Lega di Matteo Salvini (la quale arretra al 5,8%) mostrano invece una certa fragilità di consenso.
È proprio su quest’ultimo dato, relativo al Carroccio, che si concentra l’attenzione degli analisti: il partito guidato dal ministro delle Infrastrutture scende sotto la soglia psicologica del 6%, uno dei punti percentualmente più bassi degli ultimi anni, mentre l’asticella delle forze minori si alza in modo significativo.
L’ascesa di Futuro Nazionale e il sorpasso imminente
Il dato più eclatante, in questa tornata di rilevazioni Swg, è però rappresentato dalla continua e costante ascesa di Futuro Nazionale, il movimento fondato dal generale Roberto Vannacci, il quale ha visto un incremento dello 0,3% portando la propria quota al 4,6%. Questo risultato, va detto, pone il partito di Vannacci a meno di un punto e mezzo di distanza dalla Lega, un margine che diventa sempre più esiguo settimana dopo settimana e che alimenta il dibattito interno alla maggioranza sulla tenuta del peso specifico degli alleati storici.
L’ex comandante dei paracadutisti, dunque, non solo si conferma come il terzo polo nell’area di centrodestra in termini di crescita, ma si candida a superare – qualora la tendenza dovesse persistere – quello che fino a ieri era considerato uno dei partiti fondativi della coalizione di governo. Parallelamente, il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, che registra un robusto +0,3% raggiungendo quota 13,0%, dimostra di saper intercettare quel flusso di elettorato deluso dalle politiche del governo e dalle opposizioni tradizionali.
Le flessioni nel centrodestra e l’effetto trascinamento
Se Fratelli d’Italia galleggia a quote elevate (28,2%), non si può dire lo stesso per gli altri partiti della maggioranza: Forza Italia, che subisce una battuta d’arresto dello 0,2% attestandosi al 7,2%, sembra subire la concorrenza di Vannacci nell’area moderata-conservatrice, mentre i partiti minori come Noi Moderati restano sostanzialmente al palo (1,2%).
La flessione registrata da Alleanza Verdi-Sinistra, che pure guadagna uno 0,1% arrivando al 6,7%, risulta comunque meno traumatica rispetto al crollo della Lega, ma evidenzia come l’intero spettro politico sia in una fase di riallineamento. I dati offrono uno spaccato preciso di come l’elettorato premi, in questo momento storico, le forze che propongono una rottura netta con lo status quo, un meccanismo già visto in passato ma che raramente aveva coinvolto in modo così diretto i partner di governo.
Metodologia e contesto della rilevazione
La ricerca, condotta con tecnica mista Cati-Cami-Cawi su un campione di 1.200 soggetti maggiorenni tra il 27 maggio e il 1° giugno, presenta un margine d’errore statistico del 2,8%. A completare il quadro – al di fuori dell’asse principale – si segnala la lieve flessione di Azione (3,4%) e Italia Viva (2,4%), partiti che non riescono a beneficiare della debolezza altrui restando confinati in una fascia percentuale che ne limita la rilevanza politica.
Sebbene i partiti minori mostrino una vivacità di fondo, è l’avanzata di Futuro Nazionale a rappresentare il vero terremoto di queste rilevazioni: un’avanzata che, se accompagnata da future operazioni di "acquisizione" di esponenti delusi dal Carroccio (un fenomeno già osservato con la deputata Laura Ravetto), potrebbe riscrivere le gerarchie interne al centrodestra già nei prossimi mesi.




