Sondaggi Swg, la Lega arretra e Vannacci ormai la tallona: il Carroccio flette al 5,8%
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Redazione Interno
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Il consueto appuntamento con le rilevazioni demoscopiche, quelle che Swg realizza per il TgLa7, restituisce l’immagine di un Parlamento virtuale in cui il centrodestra, nonostante tenga saldamente la guida, mostra qualche crepa nei partiti satelliti. Se Fratelli d’Italia consolida la sua posizione di forza (guadagnando un lievissimo +0,1% per attestarsi al 28,2%), è nelle retrovie che si registra il movimento più significativo della settimana.
Il generale Roberto Vannacci, con il suo movimento “Futuro Nazionale”, continua quella che ormai appare una marcia di avvicinamento nei confronti del partito di Matteo Salvini; i dati parlano chiaro: il Carroccio perde un ulteriore 0,2% scendendo al 5,8%, mentre il partito dell’ex paracadutista ne guadagna ben 0,3, volando al 4,6%. Un divario, quello che separa i due ex alleati, che si è assottigliato a tal punto da rendere il sorpasso un’eventualità concreta nell’immediato futuro.
Il crollo degli alleati e la risalita dei 5 stelle
Se si sposta lo sguardo sul versante opposto dello schieramento politico, si nota come il Partito Democratico, nonostante si confermi la seconda forza del paese, accusi una battuta d’arresto non trascurabile. La segretaria Elly Schlein vede la propria percentuale calare dello 0,2%, fermandosi al 22,3%; un dato che, se incrociato con la tenuta di FdI, allarga il gap tra i due partiti a quasi sei punti percentuali. A beneficiare di questa lieve flessione dell’area progressista è però un altro protagonista.
Giuseppe Conte, con il Movimento 5 Stelle, inverte la tendenza delle settimane scorse e registra l’incremento più vistoso dell’intera rilevazione: un +0,3% che riporta i pentastellati al 13% netto. Un risultato, quest’ultimo, che sembra restituire ossigeno a una leadership messa spesso in discussione, rilanciando il M5s come terzo polo in grado di ritrovare smalto.
Forza Italia arretra, Avs resiste nel magma delle minori
Tra i partiti di governo, la flessione non risparmia neppure Forza Italia, che perde due decimali scendendo al 7,2%: un dato questo che, se confrontato con l’exploit di Vannacci, evidenzia come il perimetro del centrodestra tradizionale subisca una erosione lenta ma costante proprio sul suo versante più identitario. Nel calderone delle formazioni minori, invece, Alleanza Verdi e Sinistra conferma la sua resilienza: il partito di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni sale di un soffio (+0,1%) portandosi al 6,7%.
Più dietro, complice la vivacità del nuovo soggetto politico di Vannacci, si assiste a un leggero riassestamento per Azione (che scivola al 3,4%) e per Italia Viva (al 2,4%), i quali faticano a ritagliarsi uno spazio pubblico nell’affollato panorama degli outsider.
La metodologia del rilevamento e il quadro generale
L’indagine, condotta con tecnica mista Cati-Cami-Cawi su un campione di 1.200 soggetti tra il 27 maggio e il 1° giugno, presenta un margine di errore statistico del 2,8% (con un livello di confidenza del 95%). Al di là del dato tecnico, lo scenario che emerge è quello di un sistema politico in leggera, ma costante, fibrillazione: se i due grandi contenitori (FdI e Pd) sembrano aver raggiunto una sorta di punto di saturazione, sono le fasce laterali a muovere le acque.
L’avanzata di Conte e la rimonta di Vannacci – quest’ultimo ormai a un passo dal superare Salvini nella rappresentanza della destra più sovranista – disegnano una geografia del consenso in cui le leadership storiche sono chiamate a difendere i propri confini da sfidanti interni ed esterni allo schieramento di governo.




