Caldo record, da mercoledì arriva la tregua: crollo delle temperature fino a 10 gradi, ma con temporali e grandine

Caldo record, da mercoledì arriva la tregua: crollo delle temperature fino a 10 gradi, ma con temporali e grandine
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   L'ondata di caldo africano che ha investito l'Italia in questi ultimi giorni, portando temperature che in molte località hanno sfiorato o superato i 40 gradi, sta per esaurirsi. Il respiro di sollievo, tuttavia, non sarà una semplice attenuazione della calura, ma un vero e proprio scontro tra masse d'aria differenti.

Questo brusco cambio di scenario meteorologico, atteso a partire da mercoledì 1 luglio, comporterà un crollo termico che, in alcune zone, potrebbe raggiungere i 10 gradi, ma si accompagnerà anche all'arrivo di temporali di forte intensità, con il rischio di grandinate e raffiche di vento.

Il picco del caldo e l'inizio del cambiamento

L'ultimo grande colpo di coda dell'anticiclone africano si registrerà tra lunedì 29 e martedì 30 giugno, quando le temperature toccheranno il loro apice. Come confermato dagli esperti di 3BMeteo, si prevedono picchi di 39-41 gradi in Val Padana, mentre sulle zone interne tirreniche, in Sardegna, sul Tavoliere e localmente in Sicilia si arriverà a 37-39 gradi.

La situazione è talmente estrema che, come riportato dal meteorologo Manuel Mazzoleni, sul ghiacciaio della Marmolada, a oltre tremila metri di altitudine, la temperatura si mantiene costantemente sopra lo zero termico da ormai dodici giorni consecutivi. Tuttavia, un primo segnale di cambiamento si avrà già nel pomeriggio di lunedì, con i primi temporali che inizieranno a svilupparsi sulle Alpi, con possibili sconfinamenti verso le pianure di Piemonte e Lombardia.

Il crollo termico e l'arrivo dei temporali

A decretare la fine della cupola di calore sarà l'ingresso di un fronte perturbato di origine nord-atlantica, previsto in modo deciso da mercoledì 1 luglio. Lo scontro tra queste correnti più fresche e instabili e l'aria caldo-umida accumulata sul Mediterraneo creerà le condizioni ideali per lo sviluppo di temporali anche violenti. Il meteorologo Edoardo Ferrara di 3BMeteo spiega che il calo termico sarà più evidente sul versante adriatico, dove si potranno perdere anche 8-10 gradi, passando da punte di 36-38 a massime comprese tra 28 e 33 gradi.

Sul resto della penisola, la flessione sarà più contenuta, attestandosi su una media di 2-5 gradi, ma l'afa lascerà comunque spazio a un clima più sopportabile, seppur con punte residue di 33-35 gradi su Nord-Ovest, tirreniche e zone interne delle isole.

Le aree a rischio e la durata della tregua

L'instabilità atmosferica non porterà solo refrigerio, ma anche fenomeni estremi e localizzati. Le regioni più esposte al rischio di temporali forti, grandinate e nubifragi saranno le Alpi, le Prealpi e l'Appennino, ma l'attenzione è alta anche per le regioni adriatiche e il Nord-Est. Mercoledì, in particolare, è atteso il passaggio di una perturbazione più organizzata che porterà rovesci e temporali più diffusi al Nord e, localmente, anche su Appennino e regioni adriatiche, per poi estendersi giovedì al Centro e venerdì al basso versante tirrenico e alla Sicilia.

La tregua dal caldo estremo, però, potrebbe essere di breve durata. Già a partire dal prossimo fine settimana, infatti, le temperature torneranno a salire a partire dai settori occidentali, per poi estendersi verso Est, riportando molte città oltre i 34-35 gradi.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.