Torino guarda alla 500 ibrida, tra nuove assunzioni e le critiche di Stellantis all'Europa
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Redazione Economia
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Lo stabilimento di Mirafiori, cuore storico dell'automotive torinese, ha acceso i riflettori sul lancio produttivo della Fiat 500 ibrida, un evento che viene interpretato dalle istituzioni non soltanto come una vitale iniezione di fiducia per il territorio, ma anche come un segnale emblematico per l'intera industria europea, la quale si trova a dover coniugare le necessità della transizione ecologica con l'imperativo di mantenere una solida competitività. Alla presentazione, che ha visto la partecipazione del presidente di Stellantis John Elkann, dell'amministratore delegato Antonio Filosa e del ministro delle Imprese Adolfo Urso, è stato sottolineato con forza come le politiche comunitarie non possano prescindere dal sostenere in modo concreto l'innovazione e la ricerca, evitando di gravare eccessivamente sui produttori. Filosa, le cui parole hanno risuonato nell'hangar, ha definito l'operazione "il meglio di Torino, il meglio dell'Italia e il meglio dell'Europa", aggiungendo, in un passaggio che è parso un monito diretto a Bruxelles, che si tratta di "un'Europa che merita sicuramente il sostegno di chi fa le regole".
Piano produttivo e nuove assunzioni
Il gruppo automobilistico ha delineato un piano industriale articolato in più fasi, il quale prevede la produzione delle prime seimila unità entro la fine del 2025, per poi raggiungere, a regime, una capacità stabile di centomila vetture all'anno. A questo ambizioso programma si lega strettamente un'immediata iniziativa di reclutamento, la quale rappresenta una novità significativa in un contesto che, da anni, fatica a offrire stabilità occupazionale. Stellantis, infatti, ha avviato una selezione per quattrocento posizioni a tempo determinato proprio nello stabilimento di Mirafiori, un'operazione che viene percepita come un primo, tangibile passo verso il rilancio di uno sito produttivo che ha conosciuto periodi di grande difficoltà. Se ne vedranno degli effetti, soprattutto per quanto riguarda la cassa integrazione, le cui dinamiche future restano ancora da chiarire appieno nonostante l'annuncio odierno.
Il contesto e le aspettative
Il settore automotive, com'è noto, non sta attraversando la sua epoca più florida, costretto com'è ad affrontare grandi cambiamenti dettati sia dalle trasformazioni del mercato che dalle stringenti normative internazionali, le quali spesso mettono in crisi tanto i produttori quanto la clientela finale. Stellantis, colosso italo-francese nato dalla fusione, ha dovuto gestire in questi anni una crisi di settore profonda e complessa, che ha avuto ripercussioni importanti su tutti i suoi stabilimenti. L'amministrazione cittadina, da parte sua, guarda con speranza a questo nuovo capitolo, ricordando come Torino sia una città cresciuta attorno all'automobile e che da essa continua a generare una porzione majoritaria del proprio prodotto interno. L'invito che viene rivolto all'Unione Europea è quindi quello di non dimenticare i territori e la loro capacità di innovare, sostenendo un percorso di transizione che non penalizzi chi, come Torino, ha nell'industria automobilistica la propria linfa vitale.
Le prospettive per Mirafiori
L'avvio della produzione della 500 ibrida segna dunque una potenziale svolta per lo storico impianto torinese, il quale si appresta a tornare al centro della strategia di prodotto del gruppo. Le assunzioni, seppur a tempo determinato, vengono lette come un segnale di disgelo dopo un lungo inverno, sebbene permangano molte incognite sulla capacità di stabilizzare nel lungo periodo questi livelli occupazionali. L'operazione nel suo complesso, che unisce l'innovazione tecnologica a una rinnovata attenzione per il lavoro, viene presentata come un modello di quella "Europa che produce" citata da Filosa, un'Europa che deve saper ascoltare le esigenze delle sue fabbriche e dei suoi lavoratori mentre disegna il proprio futuro green.




