Guerra ibrida sotto i mari
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Redazione Esteri
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Nel silenzio degli abissi marini, si sta combattendo una guerra invisibile, una guerra mondiale ibrida che minaccia le arterie vitali della nostra società. Le condotte del gas, le piattaforme petrolifere e, soprattutto, le connessioni digitali, attraverso le quali scorrono i dati internet e la telefonia, sono diventate bersagli strategici. L'ultimo episodio di questa guerra sotterranea è la distruzione dei cavi in fibra ottica che collegano Finlandia e Germania, e di quello tra Svezia e Lettonia, un'azione che i governi coinvolti sospettano sia stata deliberata.
Dopo l'adesione di Svezia e Finlandia alla NATO, il Mar Baltico è diventato un'area di frizione tra Mosca e l'alleanza guidata da Washington. Il recente tranciamento dei cavi telematici in fibra ottica sul fondo del mare, uno tra Germania e Finlandia, l'altro tra Svezia e Lituania, ha subito fatto puntare il dito contro la Russia. Tuttavia, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha definito "assurdo" incolpare la Russia di tutto senza ragione.
Come nel caso del gasdotto Balticconnector, anche per i cavi dati tagliati nel Mar Baltico si sospetta un responsabile cinese. Ancora una volta, una nave cargo cinese potrebbe essere coinvolta. Il Balticconnector, il gasdotto che trasporta il gas dalla Finlandia all'Estonia, era stato tranciato di netto appena un anno fa dalla New Polar Bear, battente bandiera di Hong Kong. Anche per i cavi dati tra Finlandia e Germania e tra Lituania e Svezia, tagliati nello scorso fine settimana, si sospetta un coinvolgimento cinese.
La tensione sale nell'area geopolitica che si affaccia sul Mar Baltico, compresa tra Helsinki e Rostock. I cavi sottomarini sono diventati un obiettivo militare dopo l'avvio delle ostilità in Ucraina nel 2022.




