Il tracollo dell'industria automobilistica europea

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'industria automobilistica europea, un tempo fiore all'occhiello dell'economia continentale, si trova oggi ad affrontare una crisi senza precedenti. La transizione ecologica, imposta dall'Unione Europea con l'obiettivo di rendere tutte le auto vendute a emissioni zero entro il 2035, ha messo a dura prova il settore. Mentre l'elettrico sembra avere un certo vantaggio, conquistando progressivamente i listini dei principali colossi automobilistici, altre soluzioni come l'idrogeno e i biocarburanti sono ancora al vaglio.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha recentemente dichiarato che il sistema dell'auto europeo è "al collasso". Urso ha annunciato la richiesta di risorse comuni europee per sostenere i consumatori nell'acquisto di auto ecologicamente sostenibili e, soprattutto, per supportare l'industria automobilistica europea. Il ministro ha sottolineato la necessità di una neutralità tecnologica, ossia la possibilità di raggiungere gli obiettivi di sostenibilità attraverso diverse tecnologie, non solo con l'elettrico.

In questo contesto, l'Europa ha chiesto di anticipare le decisioni riguardanti i veicoli leggeri, previste per la fine del 2026, agli inizi del prossimo anno. Analogamente, le decisioni sui veicoli pesanti, inizialmente previste per la fine del 2027, dovrebbero essere anticipate all'inizio del prossimo anno. Questa richiesta è motivata dalla necessità di rivedere immediatamente il percorso del Green Deal per renderlo più sostenibile, seguendo le indicazioni contenute nel rapporto sulla competitività di Mario Draghi.

Il settore automotive rappresenta il secondo comparto industriale per consumo di acciaio, assorbendo il 18% della produzione siderurgica europea. Questo peso rende il mercato automobilistico fondamentale per tutta la filiera.

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