Rinascita di L'Aquila, 15 anni dopo il terremoto
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Redazione Interno
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Il terribile terremoto del 2009 che colpì L’Aquila e altri 56 Comuni ha lasciato una ferita indelebile per l’Abruzzo e per il Paese intero. Oggi, a 15 anni di distanza, l'Italia rende omaggio alle 309 vittime del disastro del 6 aprile del 2009 e si stringe alla comunità aquilana.
Ricordo delle vittime
In particolare, si ricordano coloro che quella notte hanno perduto gli affetti più cari e tutti coloro che, con tenacia e determinazione, hanno contribuito alla rinascita della città. Il ricordo di Valentina Argenis Orlandi, Luca Lunari e Michela Rossi, giovani vittime reatine del sisma, è più vivo che mai. Familiari, autorità civili e quanti non li hanno mai dimenticati si sono radunati al parco di viale Liberato di Benedetto, intitolato alle tre giovani vittime.
Un modello di risposta
Giorgia Meloni ha elogiato L'Aquila come un modello per la risposta che lo Stato ha dato fin dalla gestione dell'emergenza, passando per la ricostruzione fino alla rigenerazione degli ultimi anni, di cui si stanno vedendo i primi effetti.
La lunga notte del ricordo
La commemorazione è iniziata con una fiaccolata a L’Aquila, nella lunga notte tra il 5 e il 6 aprile. Centinaia di fedeli si sono radunati nella chiesa di Santa Maria del Suffragio, dove l’arcivescovo e presidente della Conferenza episcopale abruzzese-molisana, il cardinale Giuseppe Petrocchi, ha presieduto a mezzanotte una Messa durante la quale sono stati letti i nomi delle persone scomparse.
La Provvidenza ci ha aiutati nella ricostruzione
Il cardinale Petrocchi ha espresso la sua gratitudine per l'aiuto divino nella ricostruzione, sottolineando come la Provvidenza abbia sostenuto la comunità nel suo percorso di rinascita. L'Aquila, a 15 anni dal sisma, è un simbolo di resilienza e speranza per l'Italia e per il mondo intero.




