Dacia svela la Striker, un crossover station wagon sotto i 25mila euro, e annuncia quattro elettriche entro il 2030
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Redazione Economia
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Il gruppo Renault ha svelato i dettagli del suo piano strategico "futuREady", e tra le novità più rilevanti, destinate a concretizzarsi nei prossimi anni, spiccano le ambiziose strategie del marchio Dacia. La casa romena, ormai un pilastro del mercato europeo per le vendite ai privati grazie a modelli come la Sandero, ha approfittato della vetrina per togliere il velo alla nuova Striker, un inedito crossover dall’impostazione particolare che andrà ad ampliare l’offerta nel segmento C. Contestualmente, i vertici del marchio hanno ribadito la volontà di procedere a spron battuto verso l’elettrificazione, confermando il lancio di quattro nuovi modelli a batteria entro la fine del decennio, con l’obiettivo dichiarato di rendere questa tecnologia accessibile a una platea sempre più vasta.
La Striker, la cui presentazione integrale è attesa per il prossimo mese di giugno, si presenta come una vettura dalle proporzioni inedite per il marchio, pensata per conciliare lo spirito pratico di una station wagon con la posizione di guida rialzata e la robustezza estetica tipica dei SUV. Con i suoi 4,62 metri di lunghezza, andrà a posizionarsi in gamma come una valida alternativa alla più imponente Bigster, dalla quale si differenzierà non solo per il prezzo d’attacco, fissato sotto la soglia dei 25mila euro, ma anche per un’anima più dinamica e stradale, sebbene non manchi una versione a trazione integrale. Il motore, a seconda delle scelte del cliente, potrà essere un ibrido, un ibrido con trazione totale o ancora un propulsore bifuel alimentato a GPL, una tecnologia, quest’ultima, in cui Dacia detiene una leadership di mercato consolidata e che non intende affatto abbandonare.
Un piano elettrico ambizioso ma concreto: si parte da una citycar da 18.000 euro
Parallelamente al debutto della Striker, il piano "futuREady" ha delineato con maggiore chiarezza il futuro a zero emissioni del marchio. Entro il 2030, Dacia lancerà quattro nuovi modelli completamente elettrici, muovendo i primi passi già in questo 2026 con una citycar di segmento A. Questa piccola urbana, che verrà prodotta in Europa, rappresenterà il nuovo punto di accesso all’elettrico in casa Dacia: il prezzo di partenza, infatti, sarà inferiore ai 18mila euro, una cifra che la pone in diretta competizione con le più accessibili proposte del Vecchio Continente, andando a sostituire idealmente l’attuale Spring in un’ottica più matura e tecnologicamente avanzata. Sviluppata sulla piattaforma del gruppo Renault, condividerà parte della base tecnica con la futura Twingo, ma sarà caratterizzata da un design e da soluzioni costruttive pensate per mantenere quella semplicità e funzionalità che sono da sempre il marchio di fabbrica di Dacia.
L’offensiva nel segmento C e il futuro della Sandero
L’introduzione della Striker si inserisce in una più ampia strategia di crescita nel segmento C, dove Dacia punta a incrementare sensibilmente le proprie quote di mercato. Il modello, che verrà assemblato in Turchia, si propone come una sorta di "cavallo di Troia" per convincere le famiglie, ma anche i clienti business, ad abbracciare l’elettrificazione senza dover affrontare esborsi eccessivi. L’idea è quella di offrire un prodotto versatile, dallo stile moderno e pulito, capace di farsi notare per il suo carattere un po’ rétro e per le sue linee tese e scolpite. Per quanto riguarda la gamma tradizionale, la prossima generazione della Sandero, best seller assoluto in Europa, proporrà motorizzazioni multi-energia, un chiaro segnale di come Dacia intenda procedere per gradi, affiancando alle soluzioni ibride e a GPL una futura variante elettrica, senza stravolgere una formula che continua a raccogliere consensi.




