Esplosione a Piana del Sole, il boato che ha sfigurato la periferia romana tra feriti, sfollati e inagibilità. Al voto il referendum, la sinistra incassa il No del Paese

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Roma, ancora una volta, si confronta con la fragilità dei suoi margini. A Piana del Sole, ex borgata che si stringe tra il mare e la metropoli, un boato ha interrotto la quiete di un sabato pomeriggio. Erano da poco passate le 12,50 quando l’esplosione di due bomboloni di Gpl – interrati sotto l’abitazione di una coppia di anziani – ha ridotto in macerie due palazzine in via Taragnasco 44, spingendo i detriti fino a trecento metri di distanza. L’onda d’urto, violentissima, non ha risparmiato le villette vicine, quelle nuove e curate che in questa zona si alternano ancora ai campi di grano e ai piccoli canali di scolo. A rimanere feriti, seppur in modo grave, sono stati proprio i proprietari dell’impianto, Chiara e Michele De Bari, rispettivamente di 84 e 86 anni, ricoverati per le ustioni riportate; un quadro clinico che tiene in ansia chi li conosce, ma che al momento non desta ulteriori allarmi per la loro incolumità.

I soccorsi e il sopralluogo del primo cittadino

Le operazioni di soccorso, coordinate dai vigili del fuoco intervenuti in forze, si sono concluse solo dopo ore di lavoro certosino tra le macerie. Il bilancio, reso noto al termine delle verifiche, parla di undici unità abitative dichiarate inagibili, con ventinove persone costrette a lasciare le proprie case. Tra loro, raccontano i residenti, c’è anche chi ha perso tutto in pochi secondi. Nel pomeriggio di ieri, il sindaco Roberto Gualtieri ha raggiunto la zona, pubblicando poi un video social direttamente dal luogo del disastro. “Siamo nell’undicesimo Municipio”, ha detto il primo cittadino, “dove una terribile esplosione ha completamente distrutto quella palazzina e danneggiato pesantemente tutte quelle intorno. A loro – riferendosi ai due feriti – va il nostro pensiero e gli auguri di pronta guarigione”. La dinamica, al momento, resta al vaglio degli inquirenti che cercano di stabilire con certezza la causa del guasto che ha innescato la deflagrazione, mentre la procura ha aperto un fascicolo per valutare eventuali profili di responsabilità legati alla manutenzione degli impianti.

La risposta alle urne per il referendum sulla giustizia

Mentre i riflettori erano puntati sulla periferia romana, il Paese si è stretto ieri attorno ai seggi elettorali per il referendum costituzionale sulla giustizia. Un appuntamento che ha visto una mobilitazione superiore alle attese, con un’affluenza che ha sfiorato il 59 per cento, un dato significativo che ha restituito spessore democratico alla consultazione. La tornata elettorale, che si è protratta fino alle 15 di oggi, ha consegnato una vittoria netta al fronte del “No”, il quale, secondo le prime proiezioni, ha ampiamente superato la soglia del 54 per cento dei consensi. Un risultato che assume contorni politici precisi se si considera il posizionamento delle forze in campo. A commentare il dato, nelle prime dichiarazioni a caldo, è stato il senatore del Partito Democratico Graziano Delrio, il quale ha incassato il responso delle urne interpretandolo come un giudizio critico verso l’impianto normativo voluto dal governo; una posizione che trova sponda nelle analisi di chi, come l’economista Carlo Alberto Carnevale Maffè, ricorda come il conflitto internazionale stia già gravando pesantemente sulle casse degli italiani, rendendo ancora più delicato il clima sociale.

Turismo e insidie: la truffa delle tre campanelle

A completare il quadro di un fine settimana denso di avvenimenti, c’è poi l’altra faccia della capitale, quella più monumentale eppure altrettanto insidiosa. Tra le vie del centro storico, infatti, la macchina dell’ordine ha intensificato i controlli contro il fenomeno delle truffe ai danni dei turisti. La più classica, quella delle tre campanelle, continua a mietere vittime tra chi si lascia incantare dalla velocità delle mani dei truffatori. Si tratta di un meccanismo tanto arcaico quanto efficace: un gruppo organizzato, composto da un croupier e da alcuni complici che fanno da esca fingendo di vincere, attira i passanti per poi alleggerirli del portafoglio. L’approfondimento del Tg4 ha messo in luce come, nonostante le continue operazioni di contrasto e le denunce che periodicamente colpiscono i membri di queste bande – spesso composte da cittadini stranieri con ruoli ben definiti tra esecutori e vedette – la pratica risulti ancora difficile da estirpare, approfittando della distrazione e della fretta dei visitatori.

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