Via Nizza, ancora 44 sfollati dopo l’esplosione: un gesto d’odio che ha distrutto vite

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sono passati sette giorni da quando, alle 3.15 di lunedì scorso, una deflagrazione ha squarciato il silenzio di via Nizza a Torino, spazzando via l’ultimo piano del civico 389 e lasciando dietro di sé macerie, dolore e una domanda senza risposta: come può un sentimento tradito trasformarsi in una tale spirale di violenza? Quarantaquattro persone — alcune delle quali con bambini — ancora non sanno dove dormiranno stanotte, mentre la polizia ricostruisce i dettagli di un gesto folle, quello di una guardia giurata quarantenne che, per vendicarsi di un’ex amante, ha innescato un’esplosione capace di uccidere un innocente e di cancellare interi appartamenti.

Tra le vittime c’è Jacopo Peretti, 33enne travolto dalle fiamme mentre si trovava nella sua abitazione. Sua madre Marzia, affranta ma lucida, ieri ha parlato per la prima volta, affiancata dall’avvocato Lorenzo Bianco: «È morto per l’ossessione di qualcuno — ha detto —, perché la violenza non ha nulla a che fare con l’amore». Le indagini, coordinate dalla squadra mobile, hanno rivelato che l’uomo arrestato — già noto alle forze dell’ordine — aveva una relazione clandestina con una donna del palazzo, conclusasi prima che la rabbia lo spingesse a un gesto estremo. Non solo distruzione, ma un bilancio di sangue: oltre a Peretti, cinque feriti, tra cui due minori, e decine di famiglie precipitate nel caos.

Mohamed Ragab, 45 anni, è uno di loro. Da giorni indossa gli stessi vestiti, mentre cerca di raccogliere quel poco rimasto tra le mura della sua casa al quinto piano, ormai irriconoscibile. «Non abbiamo più nulla — racconta —, e tutto per colpa di un pazzo che poteva ucciderci tutti». Le autorità, intanto, lavorano per garantire agli sfollati soluzioni temporanee, ma i tempi si annunciano lunghi: tre appartamenti sono inagibili, e le verifiche strutturali sul condominio — che rischia di essere parzialmente demolito — potrebbero protrarsi per settimane.

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