Torino, arrestato l’uomo dietro l’esplosione dolosa in via Nizza: un morto e cinque feriti
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Redazione Interno
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Non è stata una fatalità, ma un gesto calcolato. L’esplosione che nella notte tra il 30 giugno e il 1° luglio ha squarciato un palazzo di via Nizza, nel quartiere torinese del Lingotto, lasciando un morto e cinque feriti – tra cui due bambini – ha ora un volto e un movente. La polizia, dopo un’indagine serrata, ha arrestato un uomo, ritenuto l’artefice dello scoppio. Le telecamere di sorveglianza e le testimonianze dei residenti hanno permesso di ricostruire una dinamica agghiacciante: il punto d’innesco sarebbe stato al quinto piano, dove sono stati rinvenuti flaconi di liquido infiammabile.
Secondo gli inquirenti, l’arrestato – descritto da chi lo conosceva come una persona «tranquilla» – avrebbe agito spinto da un ossessivo risentimento verso una donna, da cui si sentiva rifiutato. La sua rabbia, alimentata da un delirio di possesso, lo avrebbe portato a pianificare un gesto estremo, senza calcolare le conseguenze. Tra le macerie è morto Jacopo Peretti, 35 anni, mentre altri residenti, come Mohamed Ragab, si sono ritrovati senza nulla: «Porto gli stessi vestiti da giorni – ha raccontato – colpa di un pazzo che poteva sterminarci».




