Addio a Giorgio Rumignani, l'allenatore che portò il Ravenna in serie B

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il calcio italiano perde una delle sue figure più giramondo, un uomo che, partendo da Gemona del Friuli, ha solcato i campi di mezza Italia vestendo i panni del centrocampista prima e dell'allenatore poi. Giorgio Rumignani si è spento, all'età di 86 anni, nella sua casa di Lignano Sabbiadoro, dopo una lunga malattia che non ha però scalfito il ricordo nitido della sua carriera. Un percorso, il suo, che ha attraversato decenni del nostro pallone, lasciando un'impronta particolarmente profonda sulla città di Ravenna, dove la sua memoria è già diventata leggenda.

Una vita in giro per l'Italia tra reti e panchine

La sua avventura nel mondo del calcio era cominciata negli anni Cinquanta, quando ancora poco più che ragazzo esordì con la maglia del Portogruaro. Da lì, il mestiere di calciatore lo portò a vestire divise diverse, da quella del Marzotto Valdagno a quella della Sambenedettese, passando per Cosenza, Siena, Pisa, Arezzo e concludendo la carriera agonistica a Savona. Una traiettoria, la sua, che gli permise di accumulare quell'esperienza che, terminata l'attività in campo, riversò nelle successive vesti di allenatore. Panchine, le sue, che si sono succedute con altrettanta varietà, toccando club come Piacenza, Andria, Pisa, Monza e Palermo, in un nomadismo tecnico che raccontava la sua profonda conoscenza del gioco.

L'apice della carriera con la cavalcata giallorossa

È però il suo legame con il Ravenna FC a rappresentare il capitolo più luminoso della sua storia professionale. Rumignani guidò infatti la squadra romagnola in due distinti periodi, ma fu la prima esperienza, quella nella stagione 1995/96, a consegnargli l'immortalità sportiva. Sotto la sua regia, il Ravenna compì infatti una straordinaria cavalcata, culminata con la storica promozione in serie B, un traguardo che rimane scolpito non solo negli annali della società, ma anche nel cuore di una intera generazione di tifosi. Un'impresa che, anche a distanza di tanti anni, continua a definire la sua figura, trasfigurandola in quella del "mago" capace di compiere un piccolo miracolo.

Il ricordo e il legame con la Sambenedettese

Un altro dei luoghi del cuore per Rumignani fu senza dubbio San Benedetto del Tronto, dove lasciò il segno sia da calciatore che da tecnico. Con la maglia della Sambenedettese militò infatti in serie B all'inizio degli anni Sessanta, calcando il campo del Ballarin, per poi tornarvi anni dopo, nei primi Novanta, alla guida tecnica della squadra rossoblù. Un legame, quello con le Marche, che si protrasse fino agli ultimi, difficili, capitoli della società, quando nel 2009 fu chiamato a subentrare in una stagione che si concluse purtroppo con la retrocessione e il successivo fallimento del club, un epilogo amaro per un tecnico che in quelle parti era sempre stato molto amato.

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