Fisco, conto corrente a rischio blocco: come cambiano i pignoramenti nel 2026

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il rischio di un blocco quasi immediato del conto corrente torna al centro della riscossione fiscale dopo il nuovo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 22 maggio 2026. La misura riguarda il rafforzamento delle attività di recupero dei crediti erariali attraverso un accesso più ampio alle informazioni sulle fatture elettroniche emesse dai debitori iscritti a ruolo e dai relativi coobbligati. L’obiettivo è rendere più rapide e mirate le procedure di pignoramento presso terzi, con particolare attenzione ai grandi debitori che potrebbero essere coinvolti in fino a 120 mila procedure esecutive nel corso del 2026.

Il provvedimento n. 153611/2026 disciplina infatti le modalità di trasmissione dei dati all’Agente della Riscossione, dando attuazione a quanto previsto dalla legge di bilancio 2026, all’articolo 1 comma 117 della legge 199/2025. In concreto, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione potrà utilizzare le informazioni contenute nelle fatture elettroniche per individuare soggetti collegati economicamente al debitore e procedere in modo più efficace al recupero delle somme dovute. La procedura si concentra sui rapporti IVA degli ultimi sei mesi e amplia il patrimonio informativo già disponibile per le attività esecutive.

Pignoramenti sui conti correnti, come funziona il nuovo sistema

Il meccanismo dei pignoramenti presso terzi permette all’Agente della Riscossione di intervenire direttamente sulle somme depositate in banca dal contribuente debitore. Con l’uso dei dati delle e-fatture, la ricerca dei soggetti coinvolti nei rapporti economici diventa più precisa e può accelerare l’individuazione delle disponibilità aggredibili. Non si tratta soltanto di verificare l’esistenza di un conto corrente, ma di ricostruire i flussi commerciali e i rapporti economici collegati al debitore iscritto a ruolo.

Secondo quanto previsto dal provvedimento attuativo, le informazioni trasmesse comprendono i dati delle fatture elettroniche emesse nei confronti di uno stesso soggetto. Questo consente alla riscossione di individuare potenziali terzi pignorabili e di rafforzare le azioni di recupero coattivo dei crediti fiscali. Il congelamento delle somme può quindi arrivare in tempi molto rapidi una volta avviata la procedura esecutiva, con effetti immediati sulla disponibilità del denaro presente sul conto corrente.

Chi rischia il blocco immediato del conto corrente

La stretta si concentra sui debitori iscritti a ruolo e sui relativi coobbligati, soprattutto nei casi in cui esistano rapporti economici documentati attraverso le fatture elettroniche. Il nuovo sistema punta a rendere più efficiente la riscossione fiscale utilizzando dati già presenti nelle banche dati dell’amministrazione finanziaria. L’attenzione dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione si rivolge in particolare ai grandi debitori, nei confronti dei quali le procedure esecutive potrebbero aumentare sensibilmente nel 2026.

Per i contribuenti coinvolti, il rischio concreto è quello di vedere bloccate le somme disponibili in banca senza lunghi tempi di attesa. Il potenziamento dello scambio di informazioni sulle e-fatture permette infatti di velocizzare la fase di individuazione dei soggetti e dei rapporti economici collegati al debitore. Le uniche possibilità per evitare gli effetti della procedura restano legate all’interruzione o alla sospensione delle azioni esecutive previste dalla normativa, mentre la nuova disciplina punta a ridurre gli spazi di ritardo nell’attività di recupero dei crediti fiscali.

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