Laura Santi e la battaglia per il diritto a una morte dignitosa
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Redazione Interno
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Laura Santi, donna luminosa e determinata, ha speso gli ultimi anni della sua vita lottando per un principio che considerava inalienabile: il diritto all’autodeterminazione, anche di fronte alla morte. Avvocata e amica, chi l’ha conosciuta ne ricorda la forza e la lucidità, qualità che l’hanno accompagnata fino all’ultimo gesto, compiuto nella sua casa, circondata dall’affetto del marito Stefano.
«Ciao vita mia»: sono state queste le parole scambiate prima che Laura, da sola, assumesse il farmaco letale. Stefano, al suo fianco fino all’ultimo istante, ha raccontato di averle tenuto la mano fino a un attimo prima, rispettando poi la sua richiesta di privacy. La vigilia dell’addio era stata trascorsa guardando foto di viaggi, ricordi di un’esistenza vissuta con intensità. Un epilogo scelto, che riaccende il dibattito sul fine vita in Italia, un tema ancora irrisolto nonostante le sentenze della Corte costituzionale.
La storia di Laura richiama alla memoria altri casi emblematici, come quello di Eluana Englaro, la giovane rimasta in coma per 17 anni, la cui morte nel 2009 scatenò aspre polemiche politiche. Allora, come oggi, la destra era al governo, e le reazioni furono accese. Beppino Englaro, padre di Eluana, ricorda quei giorni con amarezza: «Provarono a fermare ciò che la legge permetteva, ignorando la sofferenza di mia figlia». Una dinamica che sembra ripetersi, nonostante i pronunciamenti della magistratura abbiano riconosciuto il diritto a interrompere trattamenti sanitari non voluti.
Laura, però, non era in coma. Affetta da una malattia degenerativa, aveva deciso di porre fine alle proprie sofferenze nel modo che riteneva più dignitoso, sfruttando le possibilità offerte dalla legge sul suicidio medicalmente assistito, seppur tra ostacoli burocratici e resistenze culturali. La sua scelta, come quella di altri prima di lei, solleva interrogativi su quanto lo Stato possa e debba intervenire nelle decisioni più intime dei cittadini.




