Bayern-Real Madrid, tra errori e rimonte: le pagelle di una notte da Champions
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Redazione Sport
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La notte dell’Allianz Arena, avvolta in quell’atmosfera da quarti di finale che solo la Coppa dalle grandi orecchie sa regalare, ha consegnato agli archivi un punteggio pesantissimo: 4-3 per i bavaresi, con un aggregato finale di 6-4 che li proietta verso la semifinale contro il Psg di Luis Enrique. Eppure, per gran parte della gara – anzi, per quasi tutto il primo tempo – a guidare la danza erano stati gli uomini di Ancelotti, capaci di imbrigliare la manovra tedesca con una facilità che faceva presagire una serata ben diversa. Perché se è vero che lo spettacolo non è mancato, è altrettanto vero che a decidere le sorti del match sono stati singoli episodi, errori individuali e un’espulsione – quella di Camavinga – che ha lasciato il Real in nove contro undici, cambiando radicalmente l’inerzia di una gara già di per sé folle.
Neuer e quel disimpegno da incubo: il regalo ad Arda Guler
Mezzo giro d’orologio, forse qualcosa di meno, e Manuel Neuer si è ritrovato a convivere con uno dei peggiori errori della sua intera carriera. Una ciabattata di sinistro, un rinvio sbagliato nei pressi della propria area, e la palla è finita dritta sui piedi di Arda Guler. Il giovane turco, che non ha certo bisogno di inviti per tentare l’impossibile, ha ringraziato col mancino da trenta metri: palla che si insacca alla sinistra di un portiere colto di sorpresa, portando il punteggio sullo 0. Non è stata però una serata negativa solo per i suoi rinvii, perché poco dopo Neuer si è reso protagonista di un altro intervento in netto ritardo – questa volta su una punizione dello stesso Guler – che è valso l’1. Ha parzialmente raddrizzato il suo score con una parata d’istinto su Mbappé, ma il danno, almeno sul piano della fiducia, sembrava ormai fatto.
Stanisic, il baluardo traballante, e la furia di Kane
Dall’altra parte della barricata, a fare le spese della vivacità offensiva madrilena ci ha pensato Stanisic. Il suo compito, in fase di spinta, non è stato affatto disprezzabile: qualche sovrapposizione interessante, un paio di cross messi lì dove nessuno però è riuscito a concludere. Il problema, piuttosto evidente, è emerso quando la palla è diventata di proprietà avversaria. In quel frangente, il difensore ha mostrato una fragilità disarmante, spesso superato con troppa facilità dagli attaccanti di turno. A compensare le sue lacune ci ha pensato Harry Kane, il cui apporto si è rivelato decisivo nel trascinare i suoi verso la rimonta. L’inglese, come spesso accade nelle notti europee, ha fatto da collante tra reparti, sporcandosi le mani pur di non far affondare la nave bavarese.
L’espulsione di Camavinga e il crollo dei blancos in nove
Il momento della svolta, però, porta un nome e un cartellino rosso. Camavinga, nel tentativo di arginare l’ennesima ripartenza avversaria, ha commesso un fallo da ultimo uomo che l’arbitro non ha potuto interpretare diversamente. Da lì in poi, il Real Madrid è crollato: prima l’inferiorità numerica (dieci), poi l’ulteriore espulsione che li ha ridotti a nove, con la porta che sembrava improvvisamente larga il doppio. I ragazzi di Kompany ne hanno approfittato senza troppi complimenti, confezionando le reti decisive con Diaz e Olise. La splendida prova dei blancos, che al quarantacinquesimo minuto conduceva ancora grazie a Guler e Mbappé, si è così dissolta nell’arco di pochi minuti. Ora il Bayern dovrà vedersela con il Psg, mentre l’Arsenal – che ha anestetizzato il proprio match sin dall’inizio – affronterà l’Atletico Madrid in un’altra semifinale dal sapore opposto: da una parte il controllo, dall’altra la pazza corsa di una notte che ha ribaltato ogni pronostico.
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