Da Inter-Siena a Roma-Real Madrid: le cinque rimonte impossibili di Mourinho
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Redazione Sport
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Esiste una regola non scritta ma radicata nella storia della Champions League: mai dare per vinto il Real Madrid, anche quando sembra ormai senza chance e in fin di vita. In Europa, i blancos giocano da sempre uno sport a parte a cui difficilmente può essere attribuita una spiegazione logica. L'ultima rimonta impossibile porta la firma di uno specialista come José Mourinho, l'uomo chiamato in estate da Florentino Perez per spegnere le fiamme delle ultime due stagioni.
Roma-Real Madrid 3-4: tre gol in sette minuti
All'Olimpico, la Roma di Gian Piero Gasperini aveva costruito una partita quasi perfetta, portandosi sul 3-1 grazie alla doppietta di Donyell Malen tra il 51esimo e il 57esimo, dopo il vantaggio di De Roon e il pareggio di Mbappé al 25esimo. Poi, nell'ultimo quarto d'ora, il crollo: Carlos Espí all'83esimo, Endrick all'85esimo e Antonio Rüdiger al 90esimo hanno ribaltato il risultato in sette minuti e 43 secondi, tutti e tre i gol sugli sviluppi di calci d'angolo battuti da Arda Güler.
Si tratta della rimonta più rapida in trasferta nella storia della competizione, un record che apparteneva al Liverpool dal 2022.
La partita ha avuto due fasi nettamente distinte. Nel primo tempo la Roma è stata superiore in ogni aspetto, sorprendendo il Real con Soulé sulla fascia. Nella ripresa, dopo il momentaneo 3-1, i giallorossi hanno continuato a spingere prima di spegnersi negli ultimi minuti, complice anche la stanchezza accumulata per il ritmo imposto da Gasperini. Mourinho ha ammesso la superiorità iniziale degli avversari, ma ha ribaltato la lettura: «Sul 3-1, magari per tutti la partita era morta, però quelli che erano morti erano i giocatori della Roma».
Il precedente nerazzurro che cambiò lo scudetto
Non è la prima volta che una squadra di Mourinho si trova sotto di due gol a pochi minuti dalla fine e riesce comunque a vincere. Il 9 gennaio 2010, a San Siro, l'Inter di Mourinho ospitava il Siena di Alberto Malesani in una partita che sembrava una formalità. I nerazzurri passarono in vantaggio con Milito, poi il Siena ribaltò il risultato con Maccarone ed Ekdal, portandosi sul 3-2 a metà ripresa. Quando tutto sembrava perduto, Mourinho lanciò Walter Samuel in attacco. Al 87esimo Sneijder pareggiò con una punizione, e al 94esimo proprio Samuel, di sinistro, firmò il 4-3 finale.
Quella vittoria, conquistata con un difensore schierato come centravanti, si rivelò decisiva per lo scudetto del Triplete: l'Inter chiuse il campionato con due soli punti di vantaggio sulla Roma.
Il metodo Mourinho e la profondità della rosa
La rimonta dell'Olimpico ha un elemento in comune con quella di San Siro: la capacità di cambiare la partita dalla panchina. Contro la Roma, Mourinho ha inserito Endrick e Arda Güler intorno al 60esimo, seguiti da Carlos Espí e Bernardo Silva. I tre gol sono nati tutti da calci d'angolo battuti dal turco, che in 37 minuti ha creato tre occasioni e realizzato otto cross. La Roma, al contrario, ha pagato la mancanza di alternative: gli infortuni di Koné e Dybala hanno privato Gasperini di due pedine fondamentali, e la difesa si è paralizzata sui corner nel finale.
Gasperini ha definito la sconfitta «difficile da accettare», sottolineando come la sua squadra sia stata «superiore per 80 minuti». «Sui calci d'angolo del Real siamo stati passivi», ha ammesso. Mourinho, dal canto suo, ha rivendicato la scelta dei cambi: «Prenderne quattro o cinque non cambiava molto. Loro non sono stati in grado di accompagnare questa valanga di calcio offensivo che abbiamo prodotto».
Un record che allontana Liverpool e Arsenal
Con il successo dell'Olimpico, il Real Madrid è diventato il primo club nella storia della Champions League a vincere quattro partite dopo essere stato sotto di due gol. Prima della serata romana, i blancos condividevano il primato con Manchester United e Arsenal, fermi a tre rimonte. La serie era iniziata nel 2004 con il 4-2 sulla Roma dopo lo 0-2 iniziale, è proseguita con il 5-2 ad Anfield nel 2023 e il 5-2 sul Borussia Dortmund nel 2024. La vittima designata, ancora una volta, è stata la Roma.
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