Venezia, il cinema si divide sulla Palestina tra polemiche e un corteo annunciato
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’82esima Mostra del Cinema di Venezia si è aperta all’insegna di una profonda frattura, con il peso di un manifesto – “Venice4Palestine” – che ha già raccolto il sostegno di oltre milleseicento personalità del settore a livello globale. Questo dissenso, che si preannuncia come il sottofondo costante della kermesse, culminerà in una manifestazione pubblica indetta per il 30 agosto al Lido, la quale mira esplicitamente a spostare i riflettori dalle star hollywoodiane alla crisi umanitaria di Gaza.
Le prime conseguenze di questa mobilitazione si sono già materializzate, trovando un bersaglio negli attori Gal Gadot e Gerard Butler, protagonisti del film fuori concorso “In the Hand of Dante” di Julian Schnabel. Il collettivo Venice4Palestine ha infatti formalmente richiesto alla direzione della Biennale di rescindere ogni partnership con enti che sostengano il governo israeliano e di ritirare gli inviti rivolti ai due artisti, le cui posizioni pubbliche sono state oggetto di critiche.
In questo clima teso, Paolo Sorrentino – presentando il suo nuovo lavoro “La Grazia” – ha articolato una posizione che, pur riconoscendo la gravità della situazione, si distacca dalle logiche del boicottaggio. Il regista napoletano ha definito “genocidio” quanto accade a Gaza, esprimendo solidarietà al popolo palestinese, ma al contempo ha respinto con decisione l’ipotesi di censurare o isolare artisti che la pensano in maniera differente, difendendo l’autonomia del linguaggio cinematografico.




