L'Italia del basket vince in Lituania con un canestro di Mannion ai secondi finali
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Redazione Sport
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Un canestro in penetrazione di Nico Mannion, a soli sette secondi e mezzo dal suono della sirena, ha regalato all'Italia una vittoria di carattere, per 82-81, sul difficile campo di Klaipeda. La squadra di Luca Banchi, che si presentava senza diversi giocatori di primo piano, ha saputo riscattare con gli interessi la sconfitta interna contro l'Islanda, dimostrando una tempra che ha permesso di controllare le fasi conclusive di una partita sempre in bilico. L'impresa, maturata in un palcoscenico tradizionalmente ostico, assume un peso specifico notevole per le qualificazioni ai Mondiali del 2027, riportando il bilancio azzurro in perfetta parità.
Il merito di una squadra corale
Accanto al gesto decisivo di Mannion, che ha chiuso la contesa con 15 punti, si è distinta la prestazione di Stefano Tonut, il quale ha firmato 16 punti realizzati con un'efficacia notevole dal campo. La partita, però, ha trovato il suo perno offensivo più incisivo in Gabriele Procida, esploso nel quarto periodo con 18 dei suoi 24 punti totali, contribuendo in maniera determinante a ribaltare le sorti di una sfida che, dopo un primo tempo opaco, sembrava poter riproporre i fantasmi dell'esordio negativo.
La difesa come fondamento del successo
Se l'attacco ha trovato i suoi eroi nel finale, è sulla difesa che si è costruita la possibilità di vincere. Dopo una prima frazione di gioco complicata, gli azzurri hanno innalzato drammaticamente l'intensità nel secondo tempo, opponendo alla Lituania un muro che ne ha limitato le soluzioni. A sigillare il punteggio, oltre al canestro di Mannion, è stato un fondamentale difensivo di John Petrucelli sull'ultima azione avversaria, che ha neutralizzato il tentativo di replica della formazione di casa.
Il significato per il percorso di Banchi
Questa vittoria, la prima per Luca Banchi sulla panchina della nazionale maggiore, rappresenta più di due punti in classifica. Conseguire un successo del genere in trasferta, contro una formazione di alto livello e in assenza di elementi rappresentativi, delinea i contorni di un gruppo capace di reagire all'avversità. Il percorso di qualificazione, che riprenderà nella prossima finestra utile, trova ora una base solida su cui costruire le prossime sfide, avendo dimostrato di possedere le qualità necessarie per competere in contesti di massima pressione.




