Sa'ar rompe i rapporti con Kallas: “Ritiri le sue calunnie sull’apartheid”

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa'ar, ha annunciato con un post sul suo account ufficiale X la rottura di ogni rapporto con l'Alta rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas. Una decisione che arriva al culmine di un'accesa tensione diplomatica, innescata da alcune dichiarazioni che la stessa Kallas avrebbe rilasciato a porte chiuse durante una recente visita in Messico, e che Sa'ar ha definito come un paragone offensivo e infondato tra lo Stato ebraico e il regime razzista dell'apartheid sudafricano.

Il capo della diplomazia di Gerusalemme, citando una pubblicazione del sito Euractiv, ha sostenuto che la rappresentante Ue, nel corso di incontri riservati con funzionari messicani tra il 20 e il 22 maggio, avrebbe accostato il trattamento riservato ai palestinesi a Gaza e in Cisgiordania alle politiche di segregazione razziale che hanno insanguinato il Sudafrica fino ai primi anni Novanta.

Le accuse del ministro Sa'ar e la richiesta di ritrattazione

Nel suo intervento, Sa'ar non ha usato mezzi termini, accusando Kallas di agire "da tempo in modo ossessivo e con una palese mancanza di imparzialità" nei confronti di Israele, un atteggiamento che avrebbe trovato il suo apice proprio in quelle dichiarazioni messicane, mai ufficialmente smentite dalla diretta interessata.

"Fino a oggi, non è stata emessa alcuna smentita, chiarimento o risposta da parte sua riguardo a questa grave affermazione", ha scritto il ministro, spiegando come, di fronte a questo silenzio, non gli sia rimasto altro che interrompere ogni contatto con Kallas.

La condizione per un eventuale ripristino dei rapporti è categorica e stringente: "Finché non ritirerà la calunnia che ha diretto contro l'unico Stato ebraico al mondo, che è anche l'unica democrazia in Medio Oriente", ha ribadito Sa'ar, definendo le presunte parole dell'Alta rappresentante come una vera e propria "diffamazione".

La replica evasiva di Kallas e le implicazioni diplomatiche

La risposta di Kaja Kallas non ha fatto che acuire la frattura. In un post su X, l'ex premier estone si è rivolta a Sa'ar con toni concilianti, dichiarando di apprezzare il dialogo e l'impegno reciproco, e ribadendo l'importanza della diplomazia, specialmente in presenza di divergenze. Tuttavia, come prontamente rilevato dal ministro israeliano, la sua replica ha brillato per l'assenza di un riferimento esplicito alle contestate dichiarazioni sull'apartheid.

"Si astiene dal negare o condannare quanto le è stato attribuito e reso pubblico", ha commentato a secco Sa'ar, che ha rilanciato la sua sfida: "Se ha davvero fatto queste affermazioni infami e diffamatorie, le difenda. Se non le ha fatte, le smentisca. Fino a quando la questione non sarà chiarita, la mia decisione rimarrà invariata".

Dall'altra parte, fonti diplomatiche europee hanno fatto sapere che il paragone con l'apartheid non rappresenta la posizione ufficiale dell'Unione, alimentando il malcontento di alcuni Stati membri per quelle che vengono considerate delle uscite fuori dal coro da parte della stessa Kallas.

Il contesto delle relazioni tra Israele e Unione Europea

La rottura tra Sa'ar e Kallas si inserisce in un contesto di rapporti già logorati tra Israele e l'Unione Europea, segnati da profonde divergenze sulle politiche di espansione degli insediamenti in Cisgiordania e sulla gestione del conflitto a Gaza. Non va dimenticato che l'arrivo di Kallas alla guida della diplomazia europea, alla fine del 2024, era stato accolto con un certo ottimismo a Gerusalemme, dove si sperava in un approccio più equilibrato rispetto al suo predecessore, lo spagnolo Josep Borrell, noto per le sue posizioni critiche.

Tuttavia, la tensione è tornata a salire negli ultimi mesi, complice anche la spinta di alcuni Paesi membri verso misure più severe nei confronti di Israele, come le sanzioni contro ministri e coloni estremisti, che hanno spinto Kallas a prendere posizioni considerate da Gerusalemme come un tradimento di quelle speranze iniziali. La scelta di Sa'ar di rompere il dialogo rappresenta quindi l'ultimo, e più significativo, episodio di una crisi diplomatica che rischia di avere ripercussioni profonde sui futuri rapporti tra Israele e l'Occidente.

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