Ue, Brunner apre a sospensione Schengen ma l'attenzione resta sui controlli e sulla crisi di Ceuta
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Redazione Interno
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Il commissario europeo agli affari interni, Magnus Brunner, ha riaperto il dibattito sulla flessibilità del trattato di Schengen, pur ribadendone il carattere eccezionale e temporaneo. Al termine della conferenza telefonica che ha riunito i ministri dell’Interno dei Ventisette per fare il punto sulla crisi migratoria di Ceuta, il commissario ha ricordato che il nuovo codice frontiere consente ai singoli Stati membri di reintrodurre le barriere interne, ma solo in presenza di condizioni ben precise e limitate nel tempo.
Una dichiarazione, la sua, che arriva mentre la tensione diplomatica tra Spagna e Italia si fa più aspra, con Madrid che ha chiesto a Roma la rimozione immediata dei controlli aggiuntivi imposti ai viaggiatori in arrivo dalla penisola iberica.
La riunione dei ministri e l'unità ritrovata (a parole)
La videoconferenza di martedì 4 agosto, convocata per gestire le conseguenze dell'emergenza ormai rientrata a Ceuta, ha offerto ai governi europei l'occasione per ricucire lo strappo politico emerso nei giorni precedenti. Dopo le frizioni del fine settimana, i ministri hanno cercato di proiettare un'immagine coesa, anche se le dichiarazioni rilasciate al termine dell'incontro tradiscono ancora posizioni divergenti.
Da un lato, il ministro dell'Interno francese Laurent Nunez ha sollevato il tema delle interferenze straniere, accusando attori esterni di aver strumentalizzato le immagini della crisi per minare la compattezza dell'Unione; dall'altro, il rappresentante spagnolo Fernando Marlaska ha fornito i dati aggiornati sull'accaduto, insistendo sulla necessità di chiudere la partita dei controlli interni.
I numeri dell'esclave e la richiesta a Roma
Marlaska, nel dettaglio, ha riferito che il numero complessivo di migranti giunti irregolarmente a Ceuta ha raggiunto quota 72.000, una cifra destinata a rimanere comunque provvisoria in attesa di verifiche più accurate. Di questi, ben 70.000 avrebbero già lasciato il territorio spagnolo, mentre le autorità locali hanno conteggiato ufficialmente 75 decessi, un bilancio che il ministro ha definito ancora in evoluzione.
Durante la conferenza stampa tenutasi a Madrid, il titolare dell'Interno spagnolo ha rivolto un messaggio diretto al governo italiano, chiedendo l'abolizione immediata delle misure di controllo aggiuntive introdotte per i viaggiatori provenienti dalla Spagna. Una richiesta che arriva a pochi giorni dalla decisione di Roma di inasprire le verifiche documentali, scelta che aveva già suscitato malumori negli ambienti diplomatici europei.
Il nuovo codice frontiere e la posizione di Brunner
Proprio su questo delicato equilibrio tra sovranità nazionale e libertà di circolazione si è inserito l'intervento del commissario Brunner, il quale ha voluto chiarire che il quadro normativo europeo, pur prevedendo la possibilità di deroghe al principio di libera circolazione, le circonda di stringenti garanzie procedurali.
"Ai sensi del nuovo codice frontiere Schengen", ha spiegato il commissario al termine dei lavori, "gli Stati membri possono, in via eccezionale e temporanea, reintrodurre i controlli alle frontiere interne", ma ha aggiunto che simili provvedimenti devono rispondere a minacce gravi e dimostrabili, restando circoscritti a periodi definiti.
Un monito, quello di Bruxelles, che sembra voler disincentivare l'uso arbitrario di questo strumento, mentre l'attenzione dei Ventisette si sposta ora sulla proposta di un ulteriore giro di vite nelle politiche migratorie, già anticipato dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen alla vigilia della riunione.
Interferenze e instabilità: la lettura di Parigi
A completare il quadro delle tensioni è intervenuto il ministro francese Laurent Nunez, il quale ha denunciato il ruolo di presunti attori statali esterni che avrebbero sfruttato le immagini della penetrazione di massa a Ceuta per alimentare una narrazione ostile all'Europa. Secondo Nunez, queste interferenze avrebbero lo scopo di accentuare le divisioni tra i Paesi membri, minando la credibilità della risposta comunitaria in un momento già critico per la gestione dei flussi migratori.
Una tesi, quella francese, che trova spazio nella discussione diplomatica mentre Bruxelles lavora a nuove misure restrittive, confermando la linea di inasprimento già preannunciata nei giorni scorsi dalla presidente Von der Leyen. Nel frattempo, la situazione sul terreno a Ceuta appare stabilizzata, con le autorità spagnole che dichiarano le entrate completamente fermate, ma il confronto politico tra i governi resta acceso, come dimostra lo scambio di richieste tra Madrid e Roma sui controlli reciproci.
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