Olimpiadi invernali, lo skicross femminile a Livigno: Jole Galli e la sfida alla favorita Naeslund

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori, dopo le emozioni regalate dallo snowboardcross con Michela Moioli e le recenti imprese di Flora Tabanelli, che ha portato a casa un bronzo storico per lo sci freestyle italiano nonostante un infortunio al crociato -5, si sposta ora sulle piste di Livigno per la gara olimpica di skicross femminile. La disciplina, che si caratterizza per le sue sfere mozzafiato in cui quattro atlete si sfidano contemporaneamente su un percorso tecnico ricco di salti, paraboliche e dossi, vedrà ai nastri di partenza la squadra azzurra rappresentata da Jole Galli. La trentenne nata a Samedan, in Svizzera, ma cresciuta e residente a Livigno, si presenta al cancelletto di partenza forte di un curriculum in crescita e della spinta emotiva del fattore casalingo, essendo il tracciato olimpico letteralmente a due passi da casa sua. La Galli, che vanta in Coppa del Mondo tre successi – due dei quali firmati proprio in Val di Fassa sul Park Monzoni di Passo San Pellegrino – e un podio storico (il primo per un’azzurra nella specialità) ottenuto a Reiteralm nel febbraio del 2023, cercherà di ripetere le buone prestazioni che l’hanno vista protagonista nell’ultimo anno e mezzo -9. Non vanno dimenticati, nel suo palmarès, i due bronzi iridati nella gara a squadre miste, conquistati a Bakuriani 2023 con Federico Tomasoni e ad Engadin 2025 in coppia con Yanick Gunsch, risultati che testimoniano una costanza di rendimento e una capacità di reggere la pressione anche negli appuntamenti che contano -3.

Il percorso di avvicinamento e le gerarchie in pista

Nel percorso che l’ha condotta a questa partecipazione olimpica, la Galli ha dimostrato una notevole solidità mentale e fisica, come quando a Val Thorens, nel dicembre del 2024, ha chiuso al quarto posto nella tappa di Coppa del Mondo, un risultato di grande valore se si considera che arrivava a distanza di un anno esatto dall’infortunio subito proprio su quelle nevi. Le sue recenti uscite, compreso il secondo posto ottenuto in Georgia nel febbraio del 2025 che rappresentava il suo terzo podio stagionale, l’hanno proiettata stabilmente nell’élite della specialità, facendole guadagnare la nomea di possibile outsider in un lotto di partecipanti di altissimo livello. A guidare il gruppo delle favorite, tuttavia, è la svedese Sandra Naeslund, autentica dominatrice della scena mondiale e detentrice del Titolo olimpico vinto a Pechino 2022. Il suo ruolino di marcia in Coppa del Mondo parla di una superiorità tecnica e atletica difficilmente eguagliabile, e per chiunque ambisca a salire sul gradino più alto del podio sarà necessario non solo sperare in un suo passo falso, ma anche trovare la chiave tattica per impensierirla in una gara diretta, fatta di contatti e scelte improvvise, dove la componente strategica è determinante. Dietro di lei, lo schieramento delle pretendenti è folto e comprende atlete del calibro della canadese Marielle Thompson, già oro a Sochi 2014 e argento in Cina, e della svizzera Fanny Smith, bronzo nelle ultime due edizioni olimpiche, a dimostrazione di quanto lo skicross canadese ed elvetico siano scuole tecniche di riferimento. A insidiare le posizioni che contano ci saranno poi le tedesche Daniela Maier e le francesi Marielle Berger Sabbatel e Mylene Ballet Baz, queste ultime in netta crescita e capaci di salire sul podio in Coppa del Mondo.

Livigno e la spinta del pubblico di casa

Jole Galli, che nella sua carriera è passata dallo sci alpino al freestyle seguendo forse anche le indicazioni della sorella, come si legge nei profili biografici, si trova ora nella condizione di poter vivere un’esperienza unica: competere in un’Olimpiade di casa partendo da un contesto quotidiano che conosce fin dall’infanzia. La neve di Livigno, che la stessa atleta definisce “quasi americana” per le sue caratteristiche più aggressive e fredde rispetto ad altri siti italiani, è un elemento che conosce perfettamente e che potrebbe trasformarsi in un vantaggio sottile ma concreto nei confronti di chi arriva da altri comprensori. Camminando per le strade del paese, l’entusiasmo della vigilia si traduce in striscioni e incoraggiamenti, un calore che la Galli ha dichiarato di percepire con piacere pur nella consapevolezza della pressione che inevitabilmente accompagna l’evento. La sua preparazione mentale, come lei stessa ha raccontato, si è avvalsa anche dell’aiuto di una psicologa sportiva, un supporto che le ha permesso di metabolizzare gli infortuni del passato e di presentarsi allo start con la serenità necessaria per affrontare una competizione nella quale l’obiettivo dichiarato è quello di non avere rimpianti, giocandosela a viso aperto con tutte le avversarie.

La dinamica della competizione a cinque cerchi

Il format olimpico, che prevede manche di qualificazione a cronometro per stabilire il tabellone principale e successivi scontri diretti a eliminazione con partenze in linea, esalta le doti di reattività, coraggio e intelligenza di gara delle atlete. Ogni batteria è una storia a sé, nella quale la posizione in partenza, la velocità in uscita dai tornanti e la capacità di scegliere la traiettoria migliore nei salti possono ribaltare i pronostici della vigilia. Per Jole Galli, che in Coppa del Mondo ha già dimostrato di potersela giocare con le migliori, l’obiettivo di centrare la finale non è utopia, ma il risultato di un percorso di crescita costante. La concorrenza, come detto, è agguerrita e la Naeslund resta la donna da battere, ma lo skicross è disciplina notoriamente avara di certezze assolute: il contatto tra gli sci, un piccolo errore di valutazione o un episodio sfavorevole possono ridefinire all’istante le gerarchie, aprendo scenari imprevedibili. In questo contesto, l’azzurra dovrà sfruttare ogni briciolo dell’esperienza maturata in questi anni, quando ha imparato a convivere con la sofferenza fisica – come quel dolore lancinante alla schiena risolto poche ore prima della sua prima vittoria in Coppa – per trasformare la pressione in carburante. Con la pista di casa e il vento favorevole di un intero paese, la sfida per Jole Galli è cominciata, e la diretta da Livigno è pronta a raccontare le gesta di chi, come lei, cerca di scrivere una pagina importante dello sport invernale italiano.

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