Il lutto cittadino a Livigno per le sorelle Galli, il funerale sarà in palestra
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Redazione Interno
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Il destino, si sa, non fa sconti a nessuno; e quando meno ce lo aspettiamo, mentre tutto scorre via come un normale giovedì di inizio giugno, arriva a stravolgere le esistenze con la forza bruta di un impatto frontale. È quanto accaduto sulla Sp510, nel bresciano, dove Camilla e Dana Galli, rispettivamente di 23 e 14 anni, hanno perso la vita al termine di una giornata trascorsa a Gardaland. La loro Volkswagen Polo, in un tratto caratterizzato da una semicurva nei pressi della galleria Montecognolo, si è scontrata con una Kia guidata da un uomo di 64 anni, rimasto ferito ma fuori pericolo.
Ora, mentre le indagini della procura cercano di chiarire la dinamica esatta del frontale, a Livigno – il paese d'origine delle due ragazze – ci si prepara a un addio collettivo che ha il sapore amaro di un'ingiustizia.
Un abbraccio collettivo tra il silenzio e la preghiera
Lunedì 8 giugno, alle 14.30, l'intera comunità si fermerà. La cerimonia funebre non si terrà in chiesa, spazio forse troppo angusto per l'ondata di affetto e cordoglio che ha travolto la vallata, bensì nella palestra di Santa Maria. Una scelta, questa, che sottolinea quanto fosse radicato il legame delle sorelle con lo sport e il territorio, un luogo ampio dove chiunque potrà dare l'ultimo saluto a due ragazze che la cronaca nera ha reso tristemente celebri.
Il sindaco Remo Galli ha proclamato il lutto cittadino per l'intera giornata: le bandiere sventoleranno a mezz'asta sugli edifici pubblici, e gli uffici comunali resteranno chiusi nel pomeriggio in segno di rispetto.
La loro scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile, in particolare nel mondo dello sci di fondo, dove la giovanissima Dana (classe 2011) era considerata una delle promesse più luminose del movimento giovanile italiano. La quattordicenne, che frequentava il primo anno di Ragioneria all'Istituto Alberti di Bormio, aveva già messo in bacheca un argento in staffetta ai Campionati Italiani Allievi e un secondo posto nella Coppa Italia Giovani Under 16 a Saint-Barthélemy.
Seguiva così le orme del fratello maggiore, Teo Galli, atleta di punta della Nazionale Under 23 di fondo, recentemente convocato per i Mondiali di Lillehammer.
Il rientro a casa e il dolore di una famiglia intera
Il rientro delle salme a Livigno, avvenuto attraverso il Passo del Foscagno, è stato caratterizzato da una scena di una compostezza struggente. Ad accogliere i due feretri, infatti, non c'erano curiosi, bensì i coetanei di Camilla (classe 2003) – quelli con cui aveva condiviso le tradizionali feste per il conseguimento delle "chiavi" del paese – e gli amici più giovani di Dana. La famiglia Galli, travolta da questo dolore, può almeno trovare un barlume di conforto in questa vicinanza fisica e silenziosa.
La madre, Catja Cusini, solo poche ore prima della tragedia – e la vita sa essere terribilmente beffarda – aveva postato sui social l'orgoglio per la convocazione del figlio Teo. Poco dopo, le figlie non sarebbero più tornate a casa.
Camilla, la sorella maggiore, aveva invece scelto un percorso diverso rispetto alla pista da sci. Pur vivendo a stretto contatto con quell'ambiente, lavorava come commessa in un negozio di articoli sportivi gestito da un cugino, dove veniva ricordata per la sua riservatezza e il suo sorriso gentile. La dinamica dell'incidente, come detto, è al vaglio degli inquirenti. Secondo le prime ricostruzioni, la Polo guidata dalle sorelle avrebbe invaso la corsia opposta all'uscita della galleria; non è chiaro se per una distrazione, un malore o una banale fatalità.
La Procura di Brescia ha aperto un fascicolo, come da prassi, mentre la salma del conducente della Kia – unico sopravvissuto dello schianto – si trova attualmente ricoverata in ospedale. Per Livigno, intanto, resta solo l'attesa di lunedì, per quel funerale che profuma di neve e di lacrime.




