Iseo, la tragedia di Dana e Camilla Galli: le due sorelle morti nello schianto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il fragore dell'impatto, avvenuto all'uscita della galleria Montecognolo lungo la Sebina Orientale, ha rotto il silenzio di quella che doveva essere una tranquilla serata di inizio giugno. Erano circa le sette di sera quando la Volkswagen Polo su cui viaggiavano Camilla Galli, 23 anni, e la sorella Dana, appena quattordicenne, si è scontrata frontalmente con una Kia station wagon condotta da un uomo di 64 anni.

La dinamica, al vaglio della Polizia Stradale, suggerirebbe un’allargamento della traiettoria della vettura condotta dalle due giovani; quel che è certo, osservando i rilievi fotografici, è la violenza inaudita del cozzare dei due veicoli. Il cofano polverizzato e l’abitacolo letteralmente accartocciatosi non hanno lasciato scampo alle due ragazze, originarie di Livigno, decedute sul colpo prima ancora che i soccorsi, pure giunti tempestivamente con l’elisoccorso, potessero tentare un qualsiasi intervento.

Una dinastia di sportivi spezzata sul più bello

Nel centro dell’Alta Valtellina, dove il nome Galli è da sempre sinonimo di eccellenza sportiva, il dolore è palpabile. Le due vittime, lo si apprende dalle prime cronache, appartenevano a una dinastia di atleti: la loro passione per la neve era un retaggio familiare. La giovanissima Dana, in particolare, era considerata dagli addetti ai lavori una delle atlete più promettenti dello sci di fondo italiano.

Le sue recenti imprese, con podi conquistati nelle gare giovanili e l’argento nella staffetta ai Campionati Italiani Allievi, avevano già acceso i riflettori su di lei, che seguiva le orme del fratello maggiore Teo, fondista azzurro di punta della nazionale Under 23 e già quarto ai Mondiali di categoria di Lillehammer. Camilla, seppur meno sotto i riflettori per quanto riguarda l’agonismo, condivideva con la sorella minore quel legame profondo con la montagna e con lo spirito di Livigno.

La notte del dolore e l'intervento dei soccorritori

L’onda d’urto della notizia si è propagata rapidamente nel Bresciano e ancor più velocemente verso casa, dove l’intera comunità è rimasta sconvolta. Il fratello Teo, come riportato dai media specializzati, è stato colpito da un vero e proprio fulmine a ciel sereno. Nonostante la tempestività dell’intervento dei vigili del fuoco, che hanno lavorato a lungo per estrarre i corpi dalle lamiere della Polo completamente divelta, per Camilla e Dana non c’era ormai più nulla da fare.

Il conducente controparte, l’uomo di 64 anni alla guida della Kia, è stato invece estratto vivo ma trasportato in ospedale in condizioni serie, sebbene i successivi bollettini medici ne abbiano escluso il pericolo di vita immediato. La strada provinciale 510, tristemente nota per la pericolosità di alcuni suoi tratti, è rimasta chiusa al traffico per diverse ore per permettere i rilievi del caso.

Lutto cittadino e la scoperta dei successi di Dana

A Livigno, dove le bandiere sono state messe a mezz’asta in segno di cordoglio, il silenzio ha preso il posto del brusio estivo. Il sindaco Remo Galli, visibilmente scosso, ha chiesto raccoglimento per la famiglia, colpita duramente da questa perdita che lacera il tessuto sociale del paese. Emergono in queste ore i profili delle due vittime: Dana, con i suoi appena quattordici anni, aveva già accumulato un palmares di tutto rispetto, dominando le categorie giovanili e dimostrando una maturità tecnica rara per la sua età.

Camilla, invece, rappresentava la sponda più “laica” della famiglia, pur restando profondamente legata alle radici sportive del suo casato. L’inchiesta giudiziaria dovrà ora chiarire con esattezza la dinamica di quell’allargamento di carreggiata che, nella serata del 4 giugno, ha trasformato un rientro a casa in una tragedia senza fine.

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