La vita spezzata di Camilla e Dana Galli, il lutto di Livigno e l'incidente sulla Sebina Orientale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non erano bastate le montagne a proteggerle, né la passione per quello sci di fondo che scorreva nelle vene di famiglia come una certezza. Camilla Galli, 23 anni, e Dana, di appena 14 (un quindicesimo compleanno che non vedrà mai la luce), hanno trovato la morte nel tardo pomeriggio di giovedì 4 giugno lungo la strada provinciale 510, la Sebina Orientale, nel territorio di Iseo, nel Bresciano.

Le due sorelle, residenti a Livigno, stavano facendo ritorno a casa dopo una giornata trascorsa a Gardaland, una di quelle escursioni che segnano l’inizio dell'estate e la sospensione leggera della routine scolastica. Un viaggio che si è interrotto per sempre all'uscita della galleria Montecognolo, dove la loro Volkswagen Polo ha invaso la corsia opposta, scontrandosi frontalmente con una Kia Station Wagon. L'impatto, devastante, non ha lasciato scampo alle due giovani.

L'ultima curva e la dinamica dello schianto

Secondo i rilievi effettuati dalla Polizia Stradale di Iseo, il tratto di asfalto all'uscita del tunnel è spesso teatro di incidenti a causa della conformazione della curva, ma questa volta il destino ha voluto che sulla traiettoria della Polo ci fosse un’altra vettura, una Kia Optima station wagon utilizzata come ammiraglia da una squadra di ciclismo. A bordo di quest’ultima viaggiava un uomo di 64 anni, originario di San Felice del Benaco, rimasto ferito in modo serio ma, secondo i primi referti medici, non in pericolo di vita.

I soccorsi, coordinati da Areu Lombardia, sono arrivati rapidamente, così come i vigili del fuoco che hanno dovuto lavorare a lungo per estrarre i corpi delle ragazze dalle lamiere contorte. La procura di Brescia, con il sostituto procuratore Francesca Sussarellu, ha aperto un fascicolo per omicidio stradale, sequestrando i mezzi coinvolti. Al momento, però, gli accertamenti tossicologici sul conducente della Kia sono risultati negativi, e le indagini si concentrano sulla ricostruzione esatta dell’improvviso sbandamento della Polo.

Una dinastia dello sci di fondo nel segno del talento

La famiglia Galli, a Livigno, è un’istituzione nel panorama degli sport invernali. Se Dana era l’astro nascente della disciplina, reduce da un argento nella staffetta ai Campionati Italiani Allievi e da un promettente secondo posto nella Coppa Italia Giovani di Saint-Barthélemy (categoria Under 16), Camilla aveva scelto di stare sull’altra sponda della competizione, quella tecnica. Di recente, la maggiore delle due sorelle aveva iniziato a lavorare presso lo “Sport Station”, il negozio di articoli sportivi dello zio Andrea Cusini, maestro di sci di fondo.

Lì si dedicava alla preparazione degli sci, trasmettendo la sua esperienza a chi, come lei, aveva ereditato la vocazione per la neve. Lo sport, del resto, è il filo conduttore che lega indissolubilmente i fratelli Alex e Teo Galli, quest’ultimo un punto fermo della nazionale Under 23, arrivato quarto nella sprint dei Mondiali di Lillehammer pochi mesi fa.

Lutto cittadino e l'addio di lunedì

Il sindaco di Livigno, Remo Galli (che condivide il cognome con le vittime, segno della radicata presenza del nucleo familiare sul territorio), ha proclamato il lutto cittadino per l’intera giornata di lunedì 8 giugno, data in cui si svolgeranno i funerali nella palestra di Santa Maria. In segno di cordoglio, le bandiere sugli edifici pubblici sventoleranno a mezz’asta, mentre gli uffici comunali resteranno chiusi nel pomeriggio e le manifestazioni sportive sono state sospese.

“Non ci sono parole di fronte a questa tragedia”, ha dichiarato il primo cittadino, chiedendo silenzio e raccoglimento per rispettare il dolore di mamma Catia Cusini e papà Bruno Galli, che ora piangono due figlie insieme ai fratelli Alex e Teo. La Federazione Italiana Sport Invernali (Fisi), per voce del presidente Flavio Roda, ha già fatto pervenire le condoglianze alla famiglia, stringendosi attorno a uno dei suoi atleti più promettenti, Teo, colpito da una perdita che travalica i confini dello sport per toccare le corde più intime dell’esistenza.

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