Lutto cittadino a Livigno per le sorelle Galli, stroncate da un frontale al ritorno da Gardaland

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il destino, si sa, non chiede mai il permesso prima di entrare nelle nostre vite, e l’alba di giovedì 4 giugno si è tinta di un dolore inenarrabile per la comunità di Livigno, quando la notizia dello schianto sulla Sp510 a Iseo ha raggiunto le vallate alpine. Camilla e Dana Galli, rispettivamente di 23 e 14 anni, stavano facendo rientro verso casa dopo una giornata spensierata trascorsa a Gardaland, un momento di svago che si è tragicamente trasformato in un viaggio senza ritorno.

L’auto delle due giovani, una Volkswagen Polo, si è scontrata frontalmente con una Kia condotta da un uomo di 64 anni nelle immediate vicinanze della galleria Monte Cognolo; un impatto, quello descritto dai rilievi della polizia stradale, di una violenza tale da non lasciare scampo alle sorelle, decedute sul colpo, mentre l’altro conducente è stato trasportato in ospedale, seppur senza rischi immediati per la vita.

Una salma accolta dagli amici al Passo del Foscagno

Se il dolore è privato e appartiene alla famiglia di Bruno Galli e Catia Cusini, il cordoglio che si è riversato per le strade di Livigno ha assunto i contorni di una commemorazione collettiva e partecipata. I corpi delle due ragazze, rientrati in paese nella giornata di venerdì, sono stati accolti al Passo del Foscagno da una folla silenziosa e commossa, composta in larga parte dai coetanei della maggiore, quella classe del 2003 che aveva condiviso con Camilla i riti di passaggio della tradizione locale, e dai giovanissimi amici di Dana.

Questa accoglienza spontanea, sottolineata da cronisti locali, ha restituito l’immagine di una frazione di montagna che si stringe attorno a una delle sue famiglie più rappresentative, soprattutto nel mondo sportivo, dove spicca la figura del fratello maggiore Teo Galli, fondista di belle speranze già inserito nel giro della nazionale Under 23.

Il commiato nella palestra di Santa Maria e lo sport fermo per rispetto

Per dare l’ultimo saluto alle due sorelle, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Remo Galli ha predisposto un dispositivo eccezionale, proclamando il lutto cittadino per l’intera giornata di lunedì 8 giugno. La cerimonia funebre, prevista per le 14.30, si terrà non in chiesa ma nella palestra di Santa Maria, una scelta dettata dalla necessità di accogliere l’enorme afflusso di persone desiderose di rendere omaggio alle vittime, trasformando un luogo di sport e aggregazione giovanile – dove Camilla e Dana erano di casa – in una camera ardente a cielo aperto.

In segno di rispetto, gli uffici comunali osserveranno la chiusura pomeridiana, le bandiere sventoleranno a mezz’asta e, su invito del primo cittadino, molte attività produttive, comprese quelle scolastiche e sportive, si fermeranno per un minuto di raccoglimento, annullando le manifestazioni in calendario.

Il peso delle indagini sullo schianto e il ricordo di due vite spezzate

Mentre la Valtellina si prepara al commiato, restano sotto la lente d’ingrandimento della procura di Brescia i frammenti di quella carreggiata bagnata, per cercare di ricostruire la dinamica precisa del frontale. Le agenzie di stampa riportano che i test tossicologici e alcolemici effettuati sul conducente della Kia, il 64enne rimasto ferito, avrebbero dato esito negativo, e al momento gli inquirenti non avrebbero ipotizzato a suo carico il reato di omicidio stradale, concentrandosi invece sull’analisi delle traiettorie e delle condizioni della semicurva all’uscita del tunnel.

Al di là degli aspetti giudiziari, a Livigno si fa largo il ricordo delle due giovani: Camilla, descritta come una ragazza riservata e gentile, lavorava come commessa nel negozio di articoli sportivi del cugino; Dana, fresca di risultati agonistici come il secondo posto nella Coppa Italia Giovani e l’argento nella staffetta ai campionati allievi, rappresentava una delle promesse più luminose del fondo italiano, ereditando la passione paterna e la dedizione del fratello Teo.

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