Lavori col bitume annacquato, incubo buche per il Giubileo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Oltre settanta appalti sono finiti nel mirino della procura di Roma, con cantieri per quasi cento milioni di euro complessivi coinvolti nell'inchiesta sulle tangenti. L'incubo, in vista del Giubileo, è il ritorno delle buche sulle strade della Capitale. Il timore è che i lavori mal eseguiti dalle aziende riconducibili a Mirko Pellegrini possano presto mostrare il loro vero volto.

Secondo gli accertamenti condotti dalla procura, i lavori di manutenzione stradale svolti dalle società collegate a Pellegrini sono stati eseguiti in modo fraudolento e corrotto: bitume annacquato, strati di cemento mancanti e collaudi che non avrebbero dovuto ricevere il via libera. Dal Foro Italico alla Magliana, quindici aziende, tutte riconducibili a Pellegrini, hanno eseguito lavori con materiali scadenti, mettendo a rischio la sicurezza delle strade.

Mirko Pellegrini, imprenditore di 46 anni originario di Frascati, è ora al centro di un'indagine su mazzette e appalti a sei zeri. Le foto con il calciatore Nicolò Zaniolo e l'amicizia, almeno sui social, con ex parlamentari e assessori ai lavori pubblici, delineano un ritratto di un uomo con le mani sulla città e su alcuni appalti giubilari che riguardano la riqualificazione dei marciapiedi e le banchine del Tevere.

Durante le perquisizioni nelle abitazioni di alcuni indagati, la Guardia di Finanza ha trovato mazzette per 10-15mila euro in contanti. L'indagine riguarda gli appalti per i lavori di manutenzione nella Capitale, con cinque funzionari e due agenti della stradale indagati per corruzione.

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