Libano, violazioni del cessate-il-fuoco e tensioni persistenti
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Redazione Esteri
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Nel sud del Libano, la situazione rimane tesa nonostante l'annuncio del cessate-il-fuoco tra Hezbollah e Israele. Le forze armate libanesi hanno denunciato, il 27 e 28 novembre, plurime violazioni dell'accordo da parte dell'esercito israeliano, che avrebbe colpito il territorio libanese con diverse armi, entrando nello spazio aereo del Paese. Tel Aviv ha confermato di aver effettuato un raid nel sud del Libano, definendolo un colpo di avvertimento.
Nella Dahieh, quartiere meridionale di Beirut, la vita è ripresa tra le macerie, con le strade piene di detriti e polvere. Le bandiere gialloverdi di Hezbollah e quelle rossoverdi di Amal, l'altro partito sciita in Libano, sventolano sui motorini lanciati in mezzo alle auto. I negozi, che mettono a volume altissimo gli inni del partito, celebrano quella che è stata percepita come una vittoria.
Passando per le stradine di Hadath, di Haret Hreik e di Chiyah, si nota la grande vitalità della gente, all'opera già dalle prime ore della mattinata per pulire con pale e scope le entrate dei negozi e dei palazzi risparmiati dalla furia della guerra. Tuttavia, lo scenario è di profonda devastazione in alcuni squarci.
Il Libano ha denunciato le violazioni del cessate-il-fuoco da parte di Israele, che ha risposto accusando la presenza di forze sospette in diverse zone del sud del Paese.
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