Lecco volta pagina, Boscagli nuovo sindaco: centrodestra in festa dopo lo sprint decisivo al ballottaggio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La lunga attesa dello spoglio, a Lecco, si è conclusa con un verdetto chiaro: il candidato del centrodestra Filippo Boscagli, che già al primo turno aveva raccolto il 48,65% dei consensi saldamente davanti all’avversario, è il nuovo sindaco della città. La sfida, sentita e sofferta fino all’ultima scheda scrutinata, ha visto il successo del presidente di Fratelli d’Italia in consiglio comunale – storico consigliere lecchese – il quale ha ottenuto il 52,04% delle preferenze, staccando nettamente il sindaco uscente Mauro Gattinoni, fermo al 47,96%.

In via Carlo Cattaneo, dove i sostenitori si erano radunati in attesa del responso delle urne, è scoppiata la festa: abbracci, cori e bottiglie stappate hanno suggellato un risultato che, almeno nelle intenzioni del giorno del voto, appariva ancora in bilico.

I numeri del sorpasso e lo scrutinio

L’operazione rimonta, insomma, non è riuscita a Gattinoni: quell’effetto sorpresa che nel 2020 gli aveva permesso di ribaltare il verdetto delle urne, vincendo per soli trentuno voti nonostante uno svantaggio iniziale, questa volta non si è ripetuto. Boscagli, sostenuto da una coalizione che include Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, ha gestito il vantaggio accumulato nella prima tornata – quando il sindaco uscente si era fermato al 42,53% – senza subire il recupero dell’avversario.

A livello di partecipazione, l’affluenza al secondo turno si è attestata al 59,29%, un dato che segna un leggero arretramento rispetto al 60,4% del primo turno ma che non ha alterato la sostanza politica del voto. I cittadini lecchesi, chiamati nuovamente alle urne domenica 7 e lunedì 8 giugno (con seggi aperti fino alle 15), hanno quindi decretato il passaggio di consegne dopo i due mandati di Virginio Brivio e quello appena concluso dal candidato del centrosinistra.

Una vittoria che riporta indietro le lancette

L’esito di questo ballottaggio assume una valenza politica chiara per il capoluogo lariano: dopo quindici anni, Lecco torna ad essere amministrata dal centrodestra; l’ultimo sindaco di quell’area politica, infatti, risaliva ormai al 2006, prima dell’era Brivio. Boscagli, che è anche nipote di un ex primo cittadino democristiano della città, ha saputo capitalizzare la propria conoscenza del territorio e il sostegno compatto della coalizione.

La sede elettorale del neo eletto è diventata il centro della celebrazione, dove i sostenitori si sono abbandonati all’entusiasmo collettivo mentre arrivavano le conferme dei seggi. Il candidato del centrosinistra, dal canto suo, ha dovuto prendere atto di una sconfitta maturata forse già nelle pieghe di quel primo turno dove l’avversario era riuscito a sfiorare l’aggancio decisivo.

Scenario nazionale e il caso Lecco

Nonostante Lecco fosse l’unico capoluogo di provincia lombardo a dover scegliere il proprio primo cittadino al ballottaggio, il verdetto si inserisce in un quadro nazionale che ha visto il centrodestra riconfermarsi in diverse piazze importanti, da Arezzo a Macerata, mentre il centrosinistra ha strappato Agrigento. A livello locale, il confronto era stato caratterizzato dalla mancata indicazione di voto da parte dei candidati minori del primo turno, un elemento che ha lasciato ampio spazio alla mobilitazione dei rispettivi elettorati.

L’affluenza, pur in leggero calo percentuale, non ha tradito le attese degli osservatori, i quali avevano previsto uno scarto contenuto data la parità numerica dei contendenti. Ora, con lo spoglio ormai archiviato, la città si prepara al passaggio delle consegne: il sindaco uscente lascerà il posto a Boscagli, il quale entrerà ufficialmente in carica nei prossimi giorni dopo la proclamazione da parte dell’ufficio elettorale comunale.

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