Filippo Boscagli proclamato sindaco di Lecco, la cerimonia e la telefonata della premier

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Filippo Boscagli è ufficialmente in carica. La proclamazione, avvenuta questa mattina nella sala consiliare del municipio per volontà del presidente dell’Ufficio centrale elettorale (il giudice Gian Maria Marletti, che ha certificato i dati definitivi del ballottaggio), ha sancito il passaggio di consegne dopo diciassette anni di amministrazione di centrosinistra.

Il neosindaco, giunto in Municipio a bordo del suo scooter e accolto nel cortile dal vicesindaco designato Carlo Piazza e da una piccola folla di giornalisti, ha subito indossato la fascia tricolore, diventando così il sedicesimo primo cittadino dalla Liberazione. Alla domanda di un cronista se fosse riuscito a riposare, Boscagli ha risposto di essersi svegliato molto presto, dichiarando di «cominciare ora a realizzare» quanto accaduto, come riportano le cronache locali.

La vittoria al ballottaggio e il ritorno del centrodestra

L’esponente di Fratelli d’Italia, che già al primo turno aveva sfiorato l’elezione con il 48,6% dei voti, ha sconfitto il sindaco uscente Mauro Gattinoni con una percentuale del 52,04% contro il 47,96%. A differenza di quanto accadde nel 2020, quando Gattinoni riuscì a compiere una clamorosa rimonta vincendo per soli trentuno voti, questa volta il margine di scarto (poco meno di mille preferenze su un elettorato di circa quarantamila aventi diritto) non ha consentito il ribaltone.

Con questo risultato, il centrodestra – trainato dalle liste di Fratelli d’Italia (che ha conquistato otto seggi), dalla civica "Lista Filippo Boscagli", dalla Lega e da Forza Italia – torna a governare il capoluogo lariano, interrompendo un lungo ciclo politico.

Il “nipote d’arte”, la telefonata con la premier e le prime parole

Lo stesso Boscagli ha definito la sua ascesa come una “camminata meravigliosa”, sottolineando l’emozione per un’investitura che arriva esattamente quarant’anni dopo quella dello zio, Giulio Boscagli. Quell’eredità politica, legata al mondo cattolico ciellino e alla parentela con l’ex governatore lombardo Roberto Formigoni, rappresenta un tratto distintivo del suo percorso, prima in Forza Italia e poi nel Partito Democratico (Pdl) e nei Centristi, prima dell’approdo definitivo in Fratelli d’Italia.

Nella serata della vittoria, il nuovo sindaco ha ricevuto una telefonata di congratulazioni dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che lo ha omaggiato per il risultato; una circostanza, questa, che Boscagli ha raccontato ai giornalisti definendola «un’emozione enorme, anche per i risvolti affettivi».

Le priorità amministrative: ponte vecchio e formazione della giunta

Sebbene sia ancora presto per delineare una tabella di marcia dettagliata dei famosi “cento giorni”, il primo cittadino ha già indicato quale sarà il suo primo atto formale. Ha infatti confermato che la riapertura del Ponte Vecchio rappresenta l’urgenza amministrativa sulla quale concentrerà le energie immediate, sebbene abbia precisato che i tempi burocratici dovranno essere rispettati.

Più disteso, invece, il calendario per la nomina della giunta: l’unico nome certo rimane quello di Carlo Piazza (esponente della Lega) come vicesindaco, mentre per gli altri assessorati Boscagli ha dichiarato di voler procedere senza fretta, ascoltando prima i dipendenti comunali e valutando le competenze necessarie per affrontare le sfide della città.

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