Spagna-Arabia Saudita 4-0, Oyarzabal e Yamal guidano la risposta di De la Fuente
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Redazione Sport
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Dopo l'inopinente pareggio contro Capo Verde, che aveva lasciato più di un interrogativo sulle reali ambizioni della Roja in questo Mondiale 2026, la Spagna ha ritrovato smalto e concretezza travolgendo l'Arabia Saudita con un perentorio 4-0 che non ammette repliche.
La partita, disputata ad Atlanta, ha offerto un copione diametralmente opposto a quello dell'esordio: la squadra di Luis de la Fuente ha imposto sin dai primi minuti un possesso palla soffocante, alternato a ripartenze fulminee, mettendo in chiaro che lo scivolone iniziale è stato soltanto un incidente di percorso e non un sintomo di un malessere più profondo.
L'Arabia Saudita, dal canto suo, ha pagato a caro prezzo l'approccio tattico troppo attendista, subendo l'iniziativa avversaria senza mai riuscire a costruire una reazione degna di nota, e dimostrando che contro una delle candidate al titolo la differenza tecnica si traduce presto in un divario incolmabile sul terreno di gioco.
La scossa di De la Fuente e il ritorno di Yamal
Il commissario tecnico spagnolo, evidentemente poco soddisfatto della prestazione offerta dai suoi nella gara d'esordio, ha operato quattro cambi sostanziali nell'undici titolare, una scelta che ha pagato immediatamente in termini di intensità e freschezza atletica. Tra i rientranti, il più atteso era senza dubbio Lamine Yamal, che dopo essere partito dalla panchina nella sfida precedente è stato reinserito nell'undici di partenza, regalando alla manovra offensiva quella scintilla che era mancata contro gli isolani di Capo Verde.
Il giovane talento del Barcellona è stato uno dei mattatori della serata, non solo per la qualità delle giocate ma anche per la capacità di attirare su di sé le attenzioni della difesa saudita, creando spazi preziosi per i compagni e diventando il punto di riferimento dell'intera azione offensiva della sua nazionale.
Una prima frazione a senso unico
Il primo tempo è stato un monologo della Spagna, che ha chiuso la frazione con un vantaggio di due reti che avrebbe potuto essere addirittura più ampio se non fosse stato per l'ottima prova del portiere avversario, chiamato più volte a compiere interventi decisivi su conclusioni dalla distanza e incursioni in area. Il dominio territoriale e il possesso palla schiacciante hanno consentito a Oyarzabal e ai suoi compagni di costruire trame di gioco sempre più fluide, mettendo in difficoltà una retroguardia saudita costantemente in affanno e incapace di arginare le sovrapposizioni sulle fasce.
L'Arabia Saudita, relegata a un ruolo di comparsa, ha provato timidamente a ripartire in contropiede ma senza mai impensierire realmente il portiere spagnolo, confermando le difficoltà incontrate sin qui in questa edizione del torneo iridato.
La valanga nella ripresa e gli altri risultati
Nella ripresa la musica non è cambiata, anzi, la Spagna ha ulteriormente accelerato il ritmo trasformando il predominio territoriale in altrettante reti che hanno definitivamente chiuso il match, con Oyarzabal sugli scudi e Yamal a confezionare assistenze di pregevole fattura per i compagni. Il 4-0 finale fotografa una superiorità netta e indiscutibile, che proietta virtualmente la Roja già agli ottavi di finale e le permette di guardare con fiducia al prosieguo del cammino, a patto di mantenere questa continuità di rendimento anche nelle prossime uscite.
Nella stessa giornata di domenica 21 giugno, si è registrato anche il pareggio tra Belgio e Iran, un risultato che tiene vive le speranze di qualificazione per entrambe le nazionali e che rende ancora più prezioso il bottino pieno conquistato dalla formazione iberica in questo secondo turno della fase a gironi.




