De la Fuente: "Per la Spagna è in arrivo il migliore Yamal"

De la Fuente:Per la Spagna è in arrivo il migliore Yamal"
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Redazione Sport Redazione Sport   -   Luis de la Fuente, ct della Spagna, non ha dubbi: il vero Lamine Yamal, quello che tutti si aspettano di vedere sul palcoscenico mondiale, deve ancora arrivare. E l'appuntamento, a dir la verità, è quanto mai propizio, perché stasera, nei quarti di finale del Mondiale di Los Angeles, ci si gioca l'accesso alla semifinale contro il Belgio. L'allenatore, alla vigilia del match, ha lanciato un messaggio che suona come un avvertimento per gli avversari, ma anche come un atto di fiducia nei confronti del suo giovane talento, chiamato a rispondere presente nel momento che conta di più.

L'infortunio che ha condizionato l'inizio del torneo

Arrivato in Nordamerica con il peso di un infortunio che ne ha condizionato la preparazione, il 18enne del Barcellona non è partito con il piede giusto. La lesione al bicipite femorale della gamba sinistra, rimediata lo scorso 22 aprile in occasione della partita contro il Celta Vigo, ha di fatto chiuso in anticipo la sua stagione nel club e messo a rischio la stessa convocazione per la rassegna iridata.

Alla fine il ragazzo è regolarmente salito sull'aereo per il Nordamerica, ma il ct De la Fuente ha dovuto gestirne il minutaggio con estrema cautela, cercando di non forzare i tempi di recupero. E i numeri, finora, sembrano dare ragione a questa strategia prudenziale: un solo gol, peraltro siglato contro l'Arabia Saudita nella vittoria per 4-0 del primo turno, e un rendimento offensivo che, a dire della vigilia, è ancora al di sotto delle attese generate dal suo straordinario talento.

L'ultima chiamata per l'asso spagnolo

A Los Angeles, come cantava Mina, è il momento di scegliere: ora o mai più. E per Lamine Yamal, che lunedì prossimo spegnerà diciannove candeline, la partita contro il Belgio rappresenta l'ultima, vera occasione per accendere la luce e trascinare la Spagna verso la semifinale di Dallas. La squadra di De la Fuente, va detto, è finora apparsa solida e compatta ma non certo brillante, quasi una formazione di superagenti dove l'uomo record è il portiere Unai Simon, che a 29 anni è ancora imbattuto da 609 minuti.

Zero gol subiti, zero emozioni: una Spagna che ha perso la sua anima festaiola per trasformarsi in una macchina difensiva, e che ora ha bisogno che l'ultima stella tardiva si accenda per illuminare il gioco e restituire slancio a un attacco che, al momento, ha ampiamente deluso. E le dichiarazioni di Yamal al Mundo Deportivo vanno proprio in questa direzione: "Sto bene, e la mia grande partita sta per arrivare. Le critiche? Le accetto, ma poi tutti zitti se...".

Parole che suonano come una promessa e che, di fatto, mettono il giovane talento al centro delle attenzioni di una vigilia carica di aspettative.

I numeri e il peso dell'eredità

A pesare sul rendimento di Yamal in questo Mondiale, oltre al problema fisico, c'è anche la pressione di un'eredità che, a soli diciotto anni, sembra fin troppo pesante da portare sulle spalle. La Spagna, che già negli anni passati aveva fatto dell'egemonia e del possesso palla i propri marchi di fabbrica, si ritrova ora ad avere bisogno di guizzi e di fantasia per scardinare difese chiuse come quella del Belgio.

E proprio nella partita che potrebbe valere la semifinale, la nazionale iberica cerca l'uomo della provvidenza, quel calciatore capace di accendere la luce e di far dimenticare le fatiche di un torneo fin qui giocato più con la testa che con il cuore. De la Fuente, dal canto suo, ha sempre difeso il suo pupillo, ricordando che il miglior Yamal deve ancora venire fuori e che la crescita di un talento così precoce non può essere misurata solo sui numeri, ma anche sulla capacità di incidere nei momenti decisivi.

Il Belgio e la sfida decisiva

Il Belgio, dal canto suo, rappresenta l'ostacolo perfetto per un test definitivo: una formazione esperta e abituata ai grandi palcoscenici, che di certo non si lascerà intimorire dal nome o dalla fama dell'avversario. Per la Spagna, insomma, è arrivato il momento di smettere di annoiare, di alzare il ritmo e di dimostrare che, oltre a una difesa ermetica e a un portiere che sembra invalicabile, c'è anche un attacco capace di far male.

E il faro, inevitabilmente, è puntato su di lui: Lamine Yamal, il ragazzo che a diciannove anni deve dimostrare di essere già grande, o quantomeno di avere la stoffa per diventarlo. Stasera, contro il Belgio, sapremo se il miglior Yamal è davvero in arrivo o se la sua stella, per questa volta, resterà offuscata. Lunedì, a luci spente o accese, lo scopriremo.

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