Accordo nucleare Usa-Arabia Saudita, Trump lega l’intesa a Israele

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’accordo nucleare Usa-Arabia Saudita è stato messo in discussione da Donald Trump, che ha collegato l’intesa alla decisione di Riad di riconoscere Israele e aderire ai Patti di Abramo. Il presidente americano ha frenato sulla storica intesa annunciata dalla Casa Bianca, spiegando che la cooperazione sul nucleare sarà possibile solo se il regno saudita accetterà la normalizzazione dei rapporti con Israele. La posizione americana ha creato una nuova tensione nel negoziato con l’Arabia Saudita, con il gelo arrivato da Mohammed bin Salman.

Il progetto tra Washington e Riad riguarda un accordo di cooperazione nucleare civile destinato a durare trent’anni e con un valore di decine di miliardi di dollari. L’intesa è stata annunciata dal Dipartimento dell’Energia americano e prevede la possibilità per l’Arabia Saudita di sviluppare un programma per l’energia nucleare civile, compreso lo scenario dell’arricchimento del combustibile nucleare per i reattori. La decisione rappresenta un passaggio rilevante nei rapporti tra Stati Uniti e Arabia Saudita e coinvolge direttamente gli equilibri energetici del Medio Oriente.

Il legame tra nucleare civile e normalizzazione con Israele

La condizione posta da Trump cambia il quadro dell’accordo perché lega la cooperazione nucleare a un obiettivo diplomatico più ampio. Secondo la posizione espressa dalla Casa Bianca, senza l’adesione saudita ai Patti di Abramo e senza la normalizzazione delle relazioni con Israele non ci sarebbe alcuna intesa sul nucleare. La questione diventa quindi un punto centrale del rapporto tra Washington e Riad, mentre l’accordo annunciato in precedenza rischia di rallentare proprio sul nodo politico.

L’intesa sul nucleare arriva in una fase caratterizzata da forti tensioni in Medio Oriente, con gli Stati Uniti impegnati anche sul fronte dell’Iran e con l’attenzione rivolta alla situazione in Libano. La concessione americana all’Arabia Saudita è stata considerata un cambiamento rispetto alle condizioni più rigide adottate dalle precedenti amministrazioni statunitensi. Il via libera al programma civile saudita apre così un nuovo scenario nei rapporti regionali, mentre restano aperti i dubbi legati all’arricchimento dell’uranio.

L’accordo firmato tra Stati Uniti e Arabia Saudita e i dubbi sull’uranio

La base tecnica dell’intesa è stata definita attraverso un accordo di cooperazione nucleare pacifica firmato dal segretario all’Energia americano Chris Wright e dal ministro saudita dell’Energia Abdulaziz bin Salman. Il Dipartimento dell’Energia americano ha indicato l’accordo, sottoscritto secondo la Sezione 123 dell’Atomic Energy Act, insieme a un’intesa bilaterale di “safeguards”, come fondamento giuridico di una partnership pluridecennale.

Il tema dell’arricchimento del combustibile nucleare resta uno degli aspetti più delicati del progetto tra Stati Uniti e Arabia Saudita. L’intesa potrebbe consentire a Riad di sviluppare capacità legate ai reattori civili, ma la questione ha assunto anche un valore strategico nel confronto regionale. L’accordo con il regno saudita viene infatti osservato anche per le possibili conseguenze sugli equilibri del Medio Oriente e per il messaggio rivolto all’Iran.

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